Milan, si cambia tutto: Allegri pensa al cambio modulo contro il Napoli. Cosa può succedere a Leao
MILANO - Tra il primo tempo e il secondo tempo di Milan-Torino la differenza è stata evidente con la prestazione dei rossoneri che è migliorata da così a così. Merito? Le componenti sono tante e toccano anche varianti di natura caratteriale e di spirito, ma è inevitabile constatare quanto il cambio di modulo abbia giovato a Modric e compagni. Dal 3-5-2 al 4-3-3, come molto spesso auspicato da parte della tifoseria lungo tutto l'arco della stagione, in modo da favorire l'uno contro uno sugli esterni di Pulisic (o di Leao, quando presente) e di Saelemaekers, regalando più fluidità offensiva alla manovra.
Allegri pronto al cambio modulo: cosa è successo in Milan-Torino
CAMBIO. C'è da fare una precisazione, però: Allegri non ha cambiato modulo al 45esimo di Milan-Torino. Lo ha fatto circa mezzora prima, attorno al quarto d'ora al fischio d'inizio, dopo che la sua squadra aveva subito in lungo e in largo la corsa e le posizioni dei granata: Tomori, da centrale di destra della difesa a tre, si è spostato da terzino destro, con Bartesaghi che ha arretrato la sua posizione abbassandosi da quinto di centrocampo a terzino sinistro. La mossa ha aiutato la formazione rossonera nello sviluppo del primo tempo, ma non abbastanza. È servito, a conti fatti, passare ad un 4-3-3 più ufficiale.
Milan, questione di caratteristiche: i due fotogrammi che spiegano la variazione di Allegri
VARIAZIONE. Dopo l'intervallo, dunque, dentro Athekame per Tomori. Un terzino destro naturale per un terzino destro adattato. E i frutti si sono visti subito. Il Milan, nei primi quindici minuti della ripresa, ha spinto tantissimo, trovando le due reti in rapida successione poi risultate determinanti ai fini della vittoria. E lo ha fatto con una fluidità di gioco offensivo vista abbastanza di rado nelle ultime settimane, con tanti giocatori in grado di accompagnare l'azione e le fasce utilizzate dai doppi esterni per creare superiorità numerica. Due fotogrammi utili: nel gol del 2-1 ci sono ben sette calciatori rossoneri a lavorare sull'azione nella zona dell'area di rigore, in quello del 3-1 ce ne sono ben cinque nei sedici metri. Non si tratta, in sostanza, di una questione si soli numeri dei moduli, ma, come sempre, la chiave sta nell'interpretazione e nelle caratteristiche dei giocatori.
Napoli-Milan all'orizzonte: 4-3-3 o 3-5-2, questo è il dilemma
A NAPOLI. La domanda, in queste due settimane di sosta, sarà la seguente: Allegri riproporrà subito il 4-3-3 dall'inizio già a Napoli considerando i tanti benefici che ha portato contro il Torino? In conferenza stampa pre-partita, essendo nel giorno di Pasqua, il tecnico livornese non potrà rispondere, ma la sua dichiarazione la si può immaginare: il 3-5-2 classico ha regalato ai rossoneri 60 punti nelle prime 29 giornate di campionato e non sarà il momento, soprattutto in uno scontro diretto così potenzialmente decisivo, di togliere certezze tattiche alla squadra. Con buonissima probabilità, dunque, il 3-5-2 sarà il modulo di partenza anche al "Maradona". E il 4-3-3, soprattutto in caso di rientro tra i convocati di Leao, sarà l'arma a gara in corso per provare a blindare il secondo posto in classifica. Poi la regola è sempre una: contano l'applicazione, la voglia, la tecnica, la qualità. E in un secondo momento i moduli. Parola di allenatori.
