Rossoneri da rivalutare

Leggi il commento sulla vittoria del Milan al Ferraris contro il Genoa
Franco Ordine
Franco Ordine

5 min

Pubblicato il 18.05.2026, 11:17 (Aggiornato il 18.05.2026, 11:31)

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Non è ancora il tempo di stendere il bilancio finale della stagione perché manca l’ultimo decisivo passo ma la risposta milanista di Genova deve guidare a qualche riflessione. La prima, forse la più importante di tutte, è la seguente: andate cauti con le liste di proscrizione, con l’elenco dei calciatori da bocciare e del calcio di Allegri da mandare in soffitta! Di sicuro non è un caso se la reazione sanguigna e di personalità, recitata ieri mattina dal Milan, accompagnata da una produzione offensiva (sei tiri in porta contro due) di rilievo, sia giunta al culmine di una settimana conclusa dall’intervista di Cardinale e dal suo appello all’unità celebrato con l’arrivo in tribuna a Marassi.

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Allegri, il Milan e il cambio di clima

Allegri è stato il primo a sottolineare il cambio di clima: «C’è stata energia positiva» ha ammesso dopo aver visto il proprietario nello spogliatoio per parlare al gruppo squadra e infondere quel coraggio ammirato per quattro-cinque mesi e poi improvvisamente sparito. Poi c’è un’altra contabilità da rinviare di una settimana e che riguarda il giudizio definitivo su alcuni esponenti del mercato così criticato e diventato il problema numero secondo una ricostruzione circolata negli uffici di casa Milan. Ieri chi ha avuto cuore e anche una gran voglia non a caso ha iscritto il proprio nome sul tabellino dei marcatori.

Nkunku e Athekame non sono poi così male

Ha cominciato Nkunku che si è procurato il rigore dell’1-0 e poi lo ha eseguito senza tentennare, con la personalità del tiratore scelto dal dischetto. Fu lui, sempre su rigore, su insistenza di Allegri, a calciare il penalty di Como che diede vita alla clamorosa rimonta su Fabegras. Fu sempre il francese col palloncino rosso, a procurare il rigore di Bologna e a dare la carica nell’ultima manciata di minuti con l’Atalanta, firmando un rigore e centrando la traversa. Non dev’essere così male questo ragazzo da diventare oggetto della bocciatura dell’operato di Tare! Poi è arrivato anche Athekame, anche lui uno dai gol che pesano. Fu ammirato, sempre dalla distanza, contro il Pisa per infiocchettare il 2-2 conclusivo, ieri quasi una dea ispiratrice lo ha spinto a lasciare la sua corsia laterale e a presentarsi sulla lunetta per firmare il 2-0 della sicurezza. È costato poco, poco è stato utilizzato giocando una partita a settimana con Saelemakers in forma nella prima parte del torneo ma quando c’è stato bisogno di lui, ha timbrato il cartellino.

Milan, la continuità è il segreto del solco scavato dall'Inter

Ecco allora la morale che si deve ricavare da questa domenica piena di sole per i milanisti partiti per Genova con il morale sotto i piedi e tornati a casa con la consapevolezza che non è tutto sbagliato e soprattutto non è tutto, proprio tutto, da rifare.

Sul punto vale ancora una volta sottolineare quale sia la differenza scavata negli ultimi anni tra Inter e Milan: da quella parte la continuità è stato il segreto (stesso management nonostante i cambi di proprietà, Conte due anni, quattro Inzaghi e adesso Chivu), dalla parte rossonera un format che prevede ogni anno cambio di panchina, rivendita di calciatori per realizzare plusvalenze così da non riuscire a costruire mai lo zoccolo duro indispensabile per i successi. Del Milan con lo scudetto del 2022 sono rimasti oggi solo in quattro (Maignan, Tomori, Saelemakers, Leao).

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