Milan, Glasner ha dato l'ok: nuovo meeting tra le parti

Messa da parte anche l’offerta del Feyenoord, l’austriaco spera di cominciare la sfida rossonera il prima possibile
Antonio Vitiello
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MILANO - Oliver Glasner vuole allenare il Milan e spera di farlo prima possibile. Il tecnico austriaco ha detto sì al club rossonero, è disposto a sedersi sulla panchina che fino a pochi giorni fa era di Massimiliano Allegri, ma ora deve arrivare l’ultimo ok del club. La scelta finale spetta a Gerry Cardinale, Zlatan Ibrahimovic e Massimo Calvelli, i tre protagonisti che stanno portando avanti i colloqui con allenatori e dirigenti dopo l’azzeramento di quindici giorni fa. La proprietà americana ieri ha avuto un nuovo meeting con i rappresentanti di Glasner incassando dunque il gradimento totale dell’allenatore, che avrebbe messo da parte anche le altre offerte. Infatti pure il Feyenoord si è fatto vivo in queste ore sondando il terreno con l’ex mister del Crystal Palace, ma Glasner sembra proprio convinto di sbarcare in Italia per assumere la guida del Milan. Sarebbe la prima volta in una società dal blasone mondiale, nonostante le difficoltà oggettive degli ultimi anni, e Oliver vorrebbe cogliere questa opportunità. Il colloquio delle scorse ore ha fatto seguito al vertice di sei ore avvenuto in Germania nella scorsa settimana, dove la trattativa con il Milan si era già incanalata su binari positivi. 

Modus operandi Glasner

Glasner piace alla proprietà americana anche per aver vinto due trofei in Europa. Infatti l’austriaco ha conquistato sia l’Europa League alla guida dell’Eintracht Francoforte sia la Conference League recentemente con il Palace. Ma anche il suo modo di giocare affascina, il pressing asfissiante sull’avversario, intensità e soprattutto riconquista rapida della palla. Tre principi che rendono il suo calcio diverso rispetto a quello visto a Milano con Allegri la scorsa stagione. Cardinale e Ibra vogliono imporre un taglio netto con il passato anche dal punto di vista dello stile di gioco. Sarà una squadra improntata sul pressing organizzato, ma che potrebbe avere delle difficoltà in un campionato come quello italiano dove spesso ci sono squadre che si chiudono per ripartire. Inoltre la tradizione rossonera di allenatori stranieri non è proprio favorevole. Negli ultimi trent’anni ogni tecnico non italiano ha ottenuto scarsi risultati, e i recenti esempi di Fonseca e Conceiçao lo hanno ribadito. Inoltre la piazza sarebbe scettica perché alle spalle dell’allenatore, soprattutto se stranieri e alle prime armi in serie A, non c’è una società forte.  

Nuovi contatti con Rangnick

Il Milan ha avuto anche delle telefonate con Ralf Rangnick, già partito per la spedizione mondiale con la sua Austria. La federazione gli ha presentato un rinnovo biennale ma lui sta ancora trattando con il Diavolo perché ci sono possibilità che possa essere il prossimo direttore tecnico. Il progetto milanista lo intriga, ma ha chiesto delle condizioni chiare per operare liberamente, senza interferenze e ostacoli. Un piano pluriennale, sostegno nel caso nel primo anno non funzionasse, e la possibilità di mettere le mani sull’organigramma piazzando uomini di fiducia. Inoltre vorrebbe agire anche sul settore giovanile con cambiamenti radicali e modi diversi di scoprire talenti, come avvenne ai tempi di Lipsia. Qualora Cardinale accordasse queste condizioni, l’affare si farebbe.


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