De Laurentiis: "Insigne cambi atteggiamento. Mertens e Callejon? Se pensano alla Cina..."

Il presidente del Napoli tira le orecchie al capitano e commenta le sirene di mercato per i suoi attaccanti. Poi sul futuro di Koulibaly e Fabian Ruiz spiega: "Non dobbiamo affezionarci ai giocatori, chissà quanti altri ne arriveranno"
De Laurentiis: "Insigne cambi atteggiamento. Mertens e Callejon? Se pensano alla Cina..."© ANSA
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NAPOLI - La presentazione a Palazzo San Giacomo per la convenzione dello stadio San Paolo si è trasformata rapidamente in un'occasione per il presidente del Napoli, Aurelio De Laurentiis, di parlare dei tanti temi caldi relativi alla squadra guidata da Carlo Ancelotti. Il patron del club partenopeo ha parlato un po' di tutto, a partire dalla situazione legata al capitano Lorenzo Insigne e al suo rapporto con l'attuale tecnico: "Io lascio vivere. Il problema di Insigne e di Raiola non lo risolve De Laurentiis, ma lo deve risolvere prima di tutto il giocatore, che deve capire da grande cosa vuole fare. Ha sempre avuto un atteggiamento di scomodità a Napoli. Io lo capisco e lo proteggo. Lui mi piace, mi sta molto simpatico, però ha sempre sentito scomoda la situazione napoletana. Deve stare tranquillo e diventare una persona più serena. Ma è un problema suo, non glielo possono risolvere né Raiola né Ancelotti".

De Laurentiis e le sirene cinesi per Mertens e Callejon

C'è modo anche di parlare dei rinnovi di Mertens e Callejon, tentati dalle sirene cinesi: "Assolutamente non sono disposto a uno sforzo importante. Ritengo che ogni giocatore abbia un suo valore a seconda di dove gioca, come gioca, che età ha e quello che fa. Se poi qualcuno vuole andare a fare le marchette in Cina perché strapagato, per vivere due o tre anni di m.... è un suo problema. Non posso considerare concorrenziale la Cina, è lontana. Se invece loro la considerano vicina, questi sono problemi loro che non mi riguardano. Nella vita bisogna scegliere se lavorare contenti e fare ciò che ti piace, oppure farlo solo per soldi. Per me i soldi sono un mezzo, non un fine. Se per loro non è così, vadano pure in Cina".

De Laurentiis su Insigne: "Deve capire cosa vuole fare da grande"
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Il rapporto con Ancelotti e l'impiego di Lozano

Nel corso del botta e risposta, De Laurentiis ha smentito anche di aver discusso con il suo allenatore Carlo Ancelotti, chiedendo anche un po' di pazienza prima di dare dei giudizi sull'inserimento di Lozano: "Ho un allenatore molto bravo, tra noi c'è un rapporto amichevole e di stima reciproca. Ho sentito e letto di tutto e di più, che io avrei litigato con lui... La realtà è che ho sempre detto che Ancelotti può restare qui anche dieci anni. Io sono per la continuità, anche nel cinema, ho l'esclusiva con Carlo Verdone da 17 anni, dal 2002. Non si può avere tutto e subito. Pure per quanto riguarda Lozano, occorre del tempo a lui per di capire come si giochi in Italia e ad Ancelotti per valutare come utilizzarlo. Poi anche io ho chiesto di farli giocare tutti e l'allenatore deciderà la squadra definitiva per affrontare il campionato nazionale, la squadra sostitutiva per affrontare le coppe europee, più i cambi che dovrà effettuare di volta in volta per stanchezza o per infortuni".

De Laurentiis ad Insigne: "Devi sorridere"
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"Ho rifiutato 105 milioni per Koulibaly, ma un giorno dovremo cederlo"

Tra i giocatori che invece hanno già dimostrato il loro valore ci sono senza dubbio Di Lorenzo e Fabian Ruiz: "Di Lorenzo sta facendo benissimo, qualcuno si è dovuto ricredere su di lui, visto che non veniva considerato un top player. Su Fabian Ruiz, se io mi convinco a pagare uno sconosciuto 30 milioni, significa che non sono uno sprovveduto e che qualcosa ne capisco. Un conto è giocare in una nazionale, un altro è farlo in una squadra ogni tre giorni o una volta a settimana in un club. Su di lui ci sono Barcellona e Real Madrid? Abbiamo trovato lui, chissà quanti altri ne troveremo... Non bisogna mai affezionarsi. Ad esempio sono rimasto affezionato a Koulibaly, ho rifiutato 105 milioni, ma arriverà un momento in cui bisognerà venderlo per forza. Ma dire che non ci siamo rafforzati in difesa non è corretto".

 

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