Napoli, Spalletti: "Scudetto? Non vogliamo nasconderci ma ci sono 7 candidate"

Le parole del tecnico dei partenopei alla vigilia della sfida con il Cagliari: "Dobbiamo dare il nostro massimo. Mazzarri? Lo conosco bene. Mertens? Rientra prima del previsto"
Napoli, Spalletti: "Scudetto? Non vogliamo nasconderci ma ci sono 7 candidate"
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NAPOLI - "Noi stiamo benissimo, ci sentiamo avvolti dall'affetto della nostra città e dei nostri tifosi. Abbiamo la consapevolezza di momenti in cui possiamo fare più punti e momenti in cui ne faremo di meno. Non vogliamo nasconderci da niente ma siamo in sette ad essere candidate per lo Scudetto.". Sono le parole di Luciano Spalletti alla vigilia della sfida di domenica sera contro il Cagliari allo Stadio Maradona. "Noi vogliamo assumerci il peso dei nostri millesimali - aggiunge sul discorso Scudetto -, ma non vogliamo le quote degli altri, sono le stesse per tutti. Poi ci sono momenti migliori e peggiori, dobbiamo essere pronti a tutto.".

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"Paragoni con Sarri e Benitez? Un onore"

Domande anche sui tanti paragoni con allenatori celebri del Napoli, come Sarri e Benitez, dopo la serie di 5 vittorie in campionato: "E' un onore accostare il mio nome a questi allenatori, ma ve ne siete dimenticato pure qualcuno. Non è solo il Napoli di Gattuso, di Sarri, ma anche di Ancelotti e Benitez che ci hanno messo mano nel formare la rosa. È chiaro che poi bisogna saper organizzare le cose, ma in questa organizzazione come qualità sono comprese le qualità ed il talento dei giocatori. È facile chiedergliele, altrimenti non farebbero parte di questo gruppo. Hanno raggiunto un livello alto per stare qui.".

"Mazzarri? Servirà il nostro massimo"

Spalletti ha parlato anche di Mazzarri, nuovo allenatore del Cagliari: "Lo lo conosco bene, c'è un km di differenza tra le nostre case, c'è un ponte che ci divide. Mi aspetto un Cagliari organizzato, come lui sa fare. Voi lo conoscete, domenica non ha fatto una grandissima partita, ma con la Lazio hanno dimostrato già quello che il tecnico chiede e cosa vuole. Ci vorrà il nostro massimo, in un contesto di squadra, non bastano a volte le qualità individuale contro squadre organizzate e che giocano con blocchi compatti.". Poi sulle cinque sostituzioni: una novità importante. Dobbiamo essere pronti e devono essere pronti i giocatori che si rendono conto che quelli che subentrano fanno la differenza. Ci sono i titolari del primo tempo e quelli del secondo tempo. Bisogna giocare al fianco di tutti. Tra poco le gare diventeranno tante e bisognerà stare attenti, ma con la preparazione in ritardo per gli europei è tutto diverso. Questo è il futuro e dà impulso anche allo spettacolo per coinvolgere la gente. Le gare sono più belle, quando entrano gli esterni e gli attaccanti che rimettono dentro talento, scatti, tecnica e gol, diventa tutto più bello. Nel futuro ci metterei anche il tempo effettivo: alla lunga qualcosa si perde nei recuperi, si vedono dei momenti delle gare dove si perde più tempo del recupero finale.".

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"Con questi giocatori è facile fare l'allenatore"

Tante statistiche incredibili per il Napoli di Spalletti, oltre alle 5 vittorie di fila c'è anche il dato sui ben 10 diversi marcatori in queste prime giornate di campionato: "Sono giocatori di qualità, talento, poi se con questo talento vuoi creare anche una squadra diventa una roba tosta. E questi vogliono creare una squadra, coinvolgendo chi c'è fuori, abbracciandosi, per me è coinvolgente, è bellissimo. Così è facile fare l'allenatore, abbiamo un capitano che tutte le volte fa vedere qual è il modo di fare il capitano e stare nella squadra. Abbiamo il comandante Koulibaly che ti guarda con quegli occhi lì e mette tutto a posto con la sua presenza e sa anche parlare benissimo. Abbiamo una società che ha fatto vedere in quel momento lì, con gli stranieri in giro, è riuscita a far tornare Ospina nei tempi per giocare, a Leicester c'era il pericolo di rinunciare ad alcuni e ci hanno messo mano.". La squadra inoltre, a detta di Spalletti, sta diventando sempre più matura: "Sulla personalità qualcosa si tenta di dire, la figura dello psicologo esterno è una roba che non mi piace tanto, è dentro al lavoro del tecnico e dipende sempre dalla società che c'è dietro, la forza di alcuni elementi della squadra che prendono la direzione giusta su ogni allenamento proposto, poi se hai tecnica la palla devi comunque strapparla per giocarla, devi mettere a fuoco le cose importanti e loro le riconoscono da soli.".

"Milan e Inter? Abbiamo tutti le stesse caratteristiche"

Tra le altre sei squadre citate per la corsa allo scudetto Milan e Inter sono quelle più vicine al Napoli. Spalletti però vede uguali possibilità per tutti: "Li abbiamo tutti allo stesso modo, a meno che non si voglia dare di più pressione ad uno o un altro. Tutti abbiamo le stesse caratteristiche, noi abbiamo avuto la fortuna del club che s'è organizzato lo stesso senza cedere, qualcuno è partito come Hysaj, Bakayoko e Maksimovic, ma grossomodo è rimasta la stessa, altre società hanno ricomprato, altri hanno speso tanto per mettere dentro elementi, questi specchi stridono quando ti arrampichi.". Poi sul suo Napoli: "I nostri calciatori oltre al talento non si accontentano e ci mettono sopra lavoro, fatica, sudore, per essere resistenti anche al mostrare il talento ed è importantissimo. E' un complimento che voglio fare, si allenano sempre al massimo, si stimolano, sono 22 che si auto-alimentano, ed essendo di questa pasta qui il nemico spesso può essere la presunzione e viene cancellato automaticamente. Se stanno lì dove verticalizzi, bisogna tirarli fuori, fare quel possesso sulla metà campo perché non c'è spazio dietro la linea difensiva e si palleggia molto per fargli perdere equilibrio e misure tra i reparti, per entrare negli spazi che hai creato tra le linee. Non si capisce quando sento dire si verticalizza, o il portiere deve saper parare. Non lo dico io che il portiere deve giocare con i piedi, ma gli allenatori forti, se non sa palleggiare non lo prendono. Se ti vengono a pressare forte, devi tornare al portiere per forza e devi ricostruire da dietro. Poi quando ti vengono a prendere e c'è spazio pure il portiere deve verticalizzare, il centrale deve saper giocare, bisogna giocare, poi abbiamo qualità e spesso ci fanno giocare nella loro metà campo". 

"Anguissa? Ragazzo splendido. Ghoulam e Mertens vicini al rientro"

Spalletti ha poi parlato individualmente dei suoi calciatori: "Stoccatore a centrocampo? Zielinski ha la bastonata, non dà tempo al portiere, Elmas pure fa gol, Fabian ce l'ha fatto vedere, secondo me ha possibilità anche Anguissa, pure se ha calciato alto qualche volta, ce l'abbiamo qualcuno. Pure Demme è uno che ce l'ha il tiro, Lobotka forse meno, ha altre caratteristiche ma ha il lancio profondo meno secco ma siamo a posto su questo. La reazione di Manolas alle tre panchine? Ha giocato un tempo ed ha visto come s'è comportato, subito indiavolato, totalmente dentro la squadra, col giusto atteggiamento. Rrahmani fa sempre parte di quel ragionamento dell'auto-alimentarsi, del diventare un gruppo ed una squadra forte. Quando hai un blocco squadra così è più facile arrivare lontani. Anguissa una sorpresa? Quando Giuntoli e Micheli mi hanno parlato di lui non lo conoscevo, loro di più sì, ma è un po' l'analisi in un contesto lì, nel calcio inglese hanno tutti quella fisicità lì, di venirti addosso con tutta la forza del contrasto. Nel nostro contesto è più facile, meno giocatori hanno quelle caratteristiche, ci stiamo attrezzando perché tutti li cercano per alzare il livello, e deve essere anche tecnico. Quando mi sono informato su che ragazzo è, qualche dubbio si aveva, tutti ci hanno detto la stessa cosa e le qualità sono aumentate. E' un ragazzo splendido, davvero uno da gruppo Napoli, sembrava un ritorno per come si è inserito. Ragazzo semplice, gli puoi chiedere qualsiasi cosa ed esegue.". Infine sulla condizione degli infortunati: "Ghoulam è vicino, vuole star dentro, probabilmente se continua così la prossima gara lo portiamo. Mertens? È voglioso di stare dentro questo gruppo, ha spinto per esserci. Tramite il dottor Canonico abbiamo avuto dei contatti col prof che l'ha operato e rientra prima del previsto proprio perché lui vuole esserci.".

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