Kvaratskhelia, più di un'ala tra fantasia e resistenza

È un mix di qualità e quantità: un repertorio di colpi unici e un futuro tutto da scrivere. Può inventare e fare l’assist: il suo mondo non ha confini
Kvaratskhelia, più di un'ala tra fantasia e resistenza© ANSA
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Alberto Polverosi

Proviamo a mettere in fila le migliori ali d’Europa, senza un ordine di merito, partendo comunque da Mbappé, poi Vinicius, Salah, Leao, con un po’ di sforzo Dembelé, Sterling, Perisic, Bernardo Silva e Foden (per la categoria poco ali, molto fantasisti) e poi l’ultimo arrivato, Khvicha Kvaratskhelia, georgiano e già per questo, per le sue origini, giocatore particolare per le scene occidentali. Con tutta l’immaginazione possibile, non troviamo un giocatore che si possa accostare al napoletano per quanto e per quello che ha fatto vedere finora. Non per la dimensione della qualità, ma per le caratteristiche che li separano. Per la sorpresa forse sì, lo troviamo un giocatore che esplose tutto insieme come lui, in maniera inaspettata. È Momo Salah. Quando arrivò a Firenze come scarto del Chelsea nessuno avrebbe immaginato. Guarda caso anche l’egiziano è passato nelle mani di Spalletti nell’anno di Roma.

Proviamo a pensare alle ali del passato, allora: Best, Meroni, Bruno Conti, Causio, Claudio Sala, fino a Pierino Fanna (5 volte campione d’Italia, 3 con la Juventus, una con l’Inter e una col Verona), Roberto Donadoni, l’ala eversiva del Milan di Sacchi. Mettiamoci anche Robben e Ribery, Giggs, Figo, per non arrivare a Garrincha. Il gioco si può fare, perché nel calcio non manca la fantasia soprattutto a chi ne parla, siano giornalisti, che allenatori, che dirigenti. Ma in tutta franchezza Kvaratskhelia sembra proprio un giocatore a sé. Tutti noi lo definiamo nel ruolo di ala, perché è da lì, dalla fascia sinistra, che questo fenomeno muove il primo passo, ma Kvara è un giocatore senza confine. Il confine vale, restando al Napoli, per Lozano e Politano, per il georgiano no. Ha altro, tanto altro in testa. 

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Ci siamo divertiti qualche giorno fa a metterlo a confronto con Leao, ma anche quello è stato un gioco. Leao più di lui ha il secondo scatto nella progressione, il cambio della marcia quando la marcia è già altissima, con la corsa può saltare l’avversario col giro largo, all’esterno, come è successo proprio a Verona domenica sera contro Magnani, che invece faceva il giro stretto, all’interno, quindi aveva (avrebbe avuto) meno spazio da percorrere. Kvara più di Leao ha il repertorio. Che è quello di un’ala, di un trequartista, di un fantasista, di un attaccante inteso come cannoniere. Tradotto in campo: può scattare, fare l’assist, inventare, creare, concludere. E quando serve, è capace di dare una mano a Mario Rui nella fase difensiva, un tipo di lavoro che Leao spesso disdegna. È vastissimo questo repertorio ed è per questo che definirlo solo come ala è riduttivo. Se continua su questo livello, faremo in fretta a chiamarlo fenomeno e così ci libereremo per sempre da ogni difficoltà di collocazione tattica.  

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È mostruosa la sua esplosione, così immediata da non credere a quanto mostra in campo dal primo all’ultimo minuto. Un piccolo richiamo potremmo rivolgerglielo per il finale contro il Bologna, quando il risultato era sul 3-2, quindi con l’obbligo di chiuderlo prima possibile. Un tacco, un colpettino per strappare un applauso, insomma, una concessione allo spettacolo da rinviare a partite con risultati già al sicuro. Forse l’unico vero rischio di Kvara è questo, il bombardamento delle pagine sui giornali, dei titoloni, dei servizi in tv. Dovrà pensarci Spalletti a tenerlo al riparo dal vento caldo dell’ambiente.  

Colpisce un altro aspetto di Kvaratskhelia: la resistenza. Non si stanca mai. Già nelle amichevoli durante la preparazione estiva dava il meglio di sè. Allora, si pensava: lo fa per mettersi in mostra. Ma una volta conquistata la maglia da titolare e, come conseguenza, la scena, su 14 partite ufficiali ne ha giocate 13 da titolare, l’unica volta che è andato per riposare un po’ è capitato contro il Lecce (1-1) nell’unica mediocre esibizione del Napoli in questa stagione. Kvara for ever. 


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