Spalletti, le tre mosse che hanno fregato Allegri: così il Napoli ha demolito la Juve

Le scelte decisive nella sfida stravinta al Maradona che sta facendo il giro del mondo
Spalletti, le tre mosse che hanno fregato Allegri: così il Napoli ha demolito la Juve© FOTO MOSCA
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Pasquale Salvione

Lo show del Napoli contro la Juve ha fatto in queste ore il giro del mondo. Le magie degli azzurri sono diventate in poche ore uno spot per il calcio italiano: è stata la grande notte di Spalletti, che ha stravinto il confronto con Allegri dopo una settimana di frecciate a distanza. Alla fine non sono serviti cappello e barba finti, in campo si è vista solo una squadra. Le pagelle dei due allenatori di Alberto Polverosi sul Corriere dello Sport-Stadio sono la fotografia della grande differenza: Spalletti 8,5 (“la squadra, il centravanti e l’allenatore più forti della Serie A”) contro Allegri 4 (“Spazzato via, come se la sua squadra fosse capitata lì per caso”).

Ma sono state tre le mosse di Spalletti che hanno orientato la partita e consentito al Napoli una superiorità così schiacciante:

1) La fiducia data a Kvara

La scelta di confermare Kvaratskhelia si è rivelata determinante. Appannato dopo l’infortunio e la sosta e a digiuno dalla fine di ottobre, l’asso georgiano ha fatto saltare il banco: è entrato nel primo gol, ha segnato il secondo e ha fornito gli assist per il terzo e per il quarto. Può bastare? Probabilmente sì, perché da ieri sera è uno dei tre giocatori capaci di segnare almeno 7 gol e regalare almeno 7 assist nei cinque grandi campionati europei insieme al duo del Psg Neymar (11 gol, 10 assist) e Lionel Messi (8 gol, 10 assist).

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2) La scelta di Mario Rui

Rispetto alla sconfitta con l’Inter, la prima e l’unica stagionale finora, Spalletti ha fatto un solo cambio: Mario Rui esterno basso a sinistra al posto dell’uruguaiano Olivera. Una scelta che si è rivelata azzeccata, perché il portoghese ha sbriciolato Chiesa (Allegri è stato costretto a spostare McKennie a destra per fronteggiare l’asse sinistro del Napoli con Kvara), è stato il solito play aggiunto in fase di costruzione e ha spinto con una continuità impressionante. Tanto che da un suo pressing altissimo su Bremer è nata l’azione del quarto gol di Osimhen.

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3) L'ingresso di Elmas

Il problema muscolare di Politano ha costretto Spalletti a un cambio all’intervallo: Lozano sarebbe stata la soluzione più logica, invece l’allenatore ha scelto Elmas, il jolly bravo a giocare in tutti i ruoli. Anche in questo caso ha avuto ragione, perché dopo l’ingresso del gioiellino macedone (ancora considerato poco rispetto alle sue qualità) il Napoli ha preso definitivamente il sopravvento, demolendo la Juve con un secondo tempo da applausi. Elmas ci ha messo poi la ciliegina, firmando il quinto gol che ha chiuso la partita del Maradona e la notte da sogno del Napoli.


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