Napoli, così Politano ha stregato Conte: cosa gli ha proposto© LAPRESSE

Napoli, così Politano ha stregato Conte: cosa gli ha proposto

Con il tecnico all’Inter non trovava spazio, ora è imprescindibile: è il quinto giocatore della rosa più utilizzato
Davide Palliggiano
4 min

C'è chi dice che cambiare idea è sinonimo d’intelligenza, ma per ritrovarsi così uniti, a distanza di anni, ce ne vuole tanta e soprattutto ci vuole un grande esame di coscienza. Quello al quale si saranno sottoposti, autonomamente, Matteo Politano e Antonio Conte. A Milano, quando erano all’Inter, era tutta un’altra storia, tanto che il romano preso dal Sassuolo un anno e mezzo prima fu “costretto” a cambiare aria, dopo aver capito che nel 3-5-2 dell’allenatore quella fascia destra, tutta tutta, proprio non sarebbe riuscito a farla così come il suo allenatore voleva.

Napoli, ora Politano è imprescindibile

Si sentiva esterno offensivo, Matteo. E si sente ancora, ci mancherebbe, ma la maturità acquisita nel tempo l’ha fatto cambiare, l’ha reso più elastico, ancor più altruista di quanto già non fosse prima. E poi ha trovato terreno fertile, perché Conte l’ha ascoltato, ha studiato il nuovo Politano, s’è affezionato e l’ha protetto e ora, per l’allenatore, Matteo è diventato praticamente imprescindibile per ciò che in campo riesce a dare, al di là dei numeri offensivi, che per ora sono poveri (un gol e un assist), ma contano relativamente, se il Napoli è in testa alla classifica, se Politano il trasformista riesce a fare l’attaccante esterno, l’ala vecchio stampo o addirittura il quinto di difesa, quando c’è bisogno di dare una mano su quella fascia a Di Lorenzo.

Napoli, l'idea di Politano

Domenica a San Siro avrà di fronte gente tosta, uno dei migliori esterni mancini in Europa, Federico Dimarco. E ci si aspetta che Politano faccia quanto lui stesso aveva proposto all’allenatore: «Matteo è stato il primo a lanciarmi quest’idea» aveva svelato Conte una settimana fa, prima della partita con l’Atalanta. «Se c’è bisogno, in alcune partite, mi abbasso io». Un rinforzo in più per non lasciare il centrocampo scoperto, in caso di ripartenze veloci. Lo fa l’Arsenal in Europa, lo il Napoli in Italia, dove la fase difensiva la fanno tutti, nessuno escluso. A cominciare da Politano, il ragazzo che ha fatto cambiare idea ad Antonio Conte e che a suon di prestazioni vuole far ricredere pure Luciano Spalletti. Il ct lo conosce e lo impiegava da attaccante esterno nell’anno dello scudetto, dunque non tanto tempo fa, ma la nuova Italia a due punte, implicitamente, gli ha fatto capire che per riguadagnarsi la convocazione c’era bisogno di altro, di essere ancor più duttile e camaleontico, per il Napoli e per riconquistare l’azzurro della Nazionale, che a 31 anni non può essere solo un ricordo. Si chiama intelligenza, mista a conformismo, capacità di adattarsi alle situazioni. Sarà così pure domenica sera a San Siro, nel big match per il primo posto contro l'Inter di Simone Inzaghi: avrà uno dei compiti più ingrati, contrastare Dimarco su quella fascia da correre avanti e indietro, senza sosta, a mille all’ora e con lo stesso spirito di sacrificio delle precedenti undici partite di campionato. È ormai imprescindibile Politano, oltre che un'importante chiave tattica. Per ora non lo dicono i gol, ma altri numeri che dimostrano quanto Conte tenga a lui: dopo Anguissa, Di Lorenzo, Rrahmani e Buongiorno, è il 5° giocatore più impegnato dall'allenatore in questo inizio di stagione, Coppa Italia compresa: 905 minuti di passione e sacrificio per il bene comune.


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