Napoli giusto in campionato e in Champions: le mosse decisive di Conte

La gestione dell’allenatore del duplice impegno sta funzionando: tutti i dettagli
Fabio Mandarini  
4 min

Il bilancio alla seconda sosta è il seguente: Napoli primo in campionato con la Roma, 15 punti collezionati con 5 vittorie in sei partite. E con 3 punti in due giornate di Champions, sconfitta contro il City e vittoria con lo Sporting Lisbona. In Serie A, invece, l’unica caduta è stata a San Siro con il Milan, nel giorno della più grande emergenza difensiva affrontata finora correndo tra le vie di un calendario pieno di impegni. E qui comincia la narrazione di uno dei risultati più confortanti di inizio stagione: il Napoli non ha lasciato punti dopo l’impegno europeo, una tassa pagata molto spesso dalle squadre impegnate nelle coppe, e anzi ha ottenuto due vittorie su due dopo la trasferta a Manchester e il bis con lo Sporting: con il Pisa la prima e il Genoa la seconda. Funziona la gestione del doppio impegno, funziona anche il turnover di Conte: sempre misurato, due o al massimo tre cambi, come anche i correttivi a partita in corso e la metamorfosi tattica. Lo ha dimostrato l’ultima notte di calcio e brividi contro la squadra di Vieira, nettamente inferiore per qualità e abbondanza seppur gagliarda: a firmare la rimonta dallo 0-1 al 2-1 ci ha pensato il Napoli dei Fab Four. Ispirato dal re dei Fab: De Bruyne. E pensare che qualcuno, soprattutto dopo Milano, lo aveva definito zavorra o problema.

Napoli, doppia soluzione   

Dicevamo. Inversione di sistema contro il Genoa, dopo l’avvio con il 4-3-3, e via: entrano Spinazzola e nel caso più squisitamente tattico De Bruyne e il Napoli acquista qualità, prepotenza, aggressività. Idee e gol. Cross al bacio e attacco della profondità. Ma più che bocciare la squadra con il tridente, una struttura che prenderà quota con la crescita progressiva di Neres e l’inserimento di un Lang finora ancora ai margini, è più corretto dire che Conte è riuscito a trovare una doppia soluzione. Un vestito adatto a ogni esigenza, tanto per citare la sua metafora del sarto. Con una riflessione inevitabile: fare a meno di un fuoriclasse come De Bruyne, sempre più in condizione e dentro i meccanismi, è davvero difficile. La sua qualità, la visione e l’istinto per le giocate tanto sorprendenti per difficoltà quanto decisive per i risultati sono lussi che in pochi possono concedersi in Italia. E l’intesa con Hojlund cresce e migliora che è una meraviglia.  

In difesa

Il giovane Rasmus, 22 anni e 4 gol in sei partite, 3 nelle ultime due, sta prendendo da KDB tutto il meglio che può: due assist in Champions; e l’avvio del meccanismo che lo ha portato al gol contro il Genoa con un cross ammaestrato da Di Lorenzo e McTominay. Tre Fab su quattro nel raddoppio, considerando anche il tiro di Anguissa respinto da Leali prima del tap-in. Come dire: la qualità fa sempre la differenza. Soprattutto se alle spalle ci sono organizzazione e codici. L’unico aspetto da rivedere? Qualche disattenzione di troppo rispetto agli standard: la miglior difesa d’Europa 2024-2025 non chiude illesa da agosto: Sassuolo, Cagliari e mai più. Dall’epoca, 6 gol incassati in Serie A e 3 in Champions. Ma c’è una riserva: Rrahmani manca dalla sosta precedente e Buongiorno s’è fermato con il Pisa. E loro fanno la differenza quando ci sono e quando non ci sono: saranno rientri fondamentali.  

 

 

 

 


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