Meret titolare al posto di Milinkovic e subito in campo per allenarsi: le scelte di Conte
NAPOLI - E ora, dicevamo, l'Inter. Sabato alle 18 al Maradona, già sold out da un po’ ma a questo punto anche pieno di interrogativi. La risposta alla prima domanda utile, però, l'ha già data Conte a Eindhoven, dopo la partita con il Psv: non ci saranno rivoluzioni tattiche. E non è sembrata una considerazione a caldo, magari dettata dal momento, piuttosto una certezza fondata su una motivazione spiegata con chiarezza: "Finora, con i quattro centrocampisti, siamo riusciti a trovare la giusta alchimia e l'equilibrio migliore. Avere due esterni molto offensivi non ci darebbe equilibrio e non penso sia giusto sacrificare uno dei centrocampisti in questo momento". Punto. E allora, tutto sul rientro di Hojlund: è questo l'obiettivo più concreto all'orizzonte. Mentre quello di Rrahmani è ancora in dubbio e sospeso tra il big match di sabato e la successiva in agenda martedì a Lecce. Per il resto, nuove riflessioni sul portiere. E nella fattispecie, sul rilancio di Meret dal primo minuto al posto di Milinkovic-Savic.
Il programma di lavoro
La squadra è rientrata ieri a Napoli dopo un'ultima notte al Pullman Cocagne, il quartier generale di una trasferta che nessuno dimenticherà facilmente. Dicevamo: partenza alle 10 dall'Eindhoven Airport e atterraggio a Capodichino intorno alle 12.30. Poi, dritti in bus verso il centro sportivo di Castel Volturno per la seduta di allenamento più delicata degli ultimi mesi. Hojlund e Rrahmani, non disponibili nella notte di Champions, hanno seguito anche in questi giorni le rispettive tabelle di recupero. Rasmus è fuori dal Toro per un affaticamento muscolare accusato alla vigilia, mentre il collega non gioca dal 30 agosto con il Cagliari: prima una lesione al bicipite femorale della coscia destra rimediata con il Kosovo e poi un altro infortunio in allenamento. In totale, ha saltato otto partite consecutive: sette tribune più una panchina contro il Pisa prima del bis.
La situazione di Hojlund
Hojlund insegue l'obiettivo Inter con più fiducia, la missione recupero è più realistica ma ovviamente bisognerà testarne condizioni e progressi onde evitare ogni tipo di rischio possibile. Il discorso dei rischi vale anche per Rrahmani: se la sua convocazione sarà ritenuta a prova di spiacevoli conseguenze fisiche, allora rientrerà quantomeno in panchina; altrimenti appuntamento a Lecce. Martedì. In questo momento così complesso, e in fondo a un periodo pieno di problematiche e assenze, si comincia a intravedere una luce che impone cautela: la regola sacra è sempre evitare forzature pericolose, nonostante il rientro del totem della difesa sia fondamentale e necessario. L'assenza certificata, oltre al solito Lukaku, è quella di Lobotka, fuori dal Genoa per una lesione all'adduttore della coscia destra: il suo recupero oscilla tra Como e Eintracht.
Le prove di formazione
Dal punto di vista della formazione è plausibile che soltanto oggi Conte comincerà a provare qualcosa di indicativo verso la partita di sabato: ieri, come di consueto, è andata in scena una seduta di scarico per chi ha giocato e più intensa per chi è rimasto a guardare o ha collezionato meno minuti in Champions. L'idea, comunque, è che non ci saranno stravolgimenti, bensì qualche accorgimento.
