Come sta De Bruyne: il timore dello strappo, la recidiva, le stampelle e il retroscena sul rigore voluto da Conte
INVIATA A NAPOLI - Come sta Kevin De Bruyne? È quello che da ieri sera, tra Napoli e Bruxelles, si chiedono tutti i tifosi. Se lo chiede Conte, se lo chiede Rudi Garcia che, con il suo staff, si è immediatamente attivato per sapere le condizioni di colui che non è solo la stella del Napoli, ma anche della nazionale belga. Andiamo con ordine.
De Bruyne e la frase urlata di Conte
Ieri sera, al momento del rigore, sul dischetto si era posizionato Neres. Conte però, come raccontato da Dazn e come riportato da tutti i principali media del Belgio, ha urlato ai giocatori e in particolare a Politano: "Dite a Kevin di batterlo". Detto, fatto e il resto è storia. Ovviamente a Bruxelles De Bruyne è l'argomento del giorno: "Si teme uno strappo", scrivono più o meno tutti.
Quando farà gli esami De Bruyne
Ieri, nella pancia dello stadio Maradona, Kevin era in stampelle con lo sguardo basso, consolato da compagni e famiglia. Oggi o domani gli esami della verità. In un primo momento sembrava scontato che ci fossero oggi, nella notte si è fatta strada l'ipotesi di un rinvio di 24 ore per eventuali versamenti: è la prassi. In ogni caso è questione di ore e si saprà.
De Bruyne: il canovaccio bagnato e la recidiva
Come prevedibile, l'immagine di Kevin in lacrime con il dolore lancinante alla coscia destra ha fatto il giro del mondo. Sempre in Belgio si parla di "recidiva" e di "bicipite femorale maledetto". Cosa si intende? Scrive "Sporza": "Ogni volta che De Bruyne è stato fuori per lunghi periodi durante la sua carriera, è stato quasi sempre a causa di un infortunio al bicipite femorale. In totale, è stato fuori per circa 240 giorni, distribuiti in cinque diverse occasioni. La gravità del problema ricorrente divenne particolarmente evidente nell'estate del 2023, quando saltò quasi metà stagione. Successivamente è stato sottoposto a quella che lui stesso ha definito "una profonda revisione" dopo essere stato costretto a lasciare la squadra nella partita inaugurale della Premier League. "È stata una procedura seria", disse De Bruyne all'epoca. "Ci sono state molte lacerazioni. I miei muscoli posteriori della coscia avrebbero potuto strapparsi completamente da un momento all'altro. Sulla carta, era come un canovaccio bagnato". E di "canovaccio bagnato" parlano, e tanto, i social, sia in Belgio sia in Inghilterra. All'epoca fu costretto ad operarsi, con tanto di cicatrice di 20 cm, e si sottopose a una riabilitazione molto dura. Ecco spiegate le lacrime di ieri. La speranza è che gli esami scaccino tutti i brutti pensieri e l'infortunio sia meno grave del previsto. Ma sono ore di attesa. E di timori.
