Napoli in punta di piedi: l'attacco non fa più male

Le punte non vanno a segno da sei partite, gli esterni sono in crisi: ora servono i gol per spiccare il volo
Fabio Mandarini
4 min

NAPOLI - Bicchiere mezzo pieno: il Napoli ha subito un solo gol nelle ultime quattro partite, infilando tre clean sheet consecutivi dopo aver subito almeno una rete in nove occasioni consecutive. Bicchiere mezzo vuoto: un solo gol realizzato nelle ultime tre partite, da Anguissa a Lecce sugli sviluppi di un calcio da fermo, con una vittoria e due 0-0 messi in fila in casa. E se il pareggio contro il Como ha comunque prodotto il primo posto in solitaria alla luce degli altri risultati, quello di martedì in Champions contro l’Eintracht ha complicato la corsa al playoff. Evidenziando la riedizione di un vecchio problema: il Napoli concretizza poco. Nella maggior parte dei casi meno di quanto produce, ma il fatto è che nelle ultime tre uscite ha prodotto anche meno del solito. Un problema gradualmente più ingombrante. Ma anche un problema strettamente legato alle difficoltà realizzative degli uomini in possesso di caratteristiche offensive più spiccate. Almeno in teoria.

Napoli, le punte a secco

Per intenderci, neanche un gol di un attaccante nelle ultime sei partite: l’ultimo fu di Hojlund contro il Genoa il 5 ottobre. L’ultimo anche di Rasmus, se vogliamo, ma tre le ha saltate per infortunio e con il Lecce è entrato nella ripresa; Lucca è fermo alla rete con il Pisa del 22 settembre, 9 partite; Ambrosino è a zero ma ha collezionato appena 31 minuti in due presenze. Lukaku è uscito di scena ad agosto

Napoli, la crisi degli esterni

Più complesso il discorso degli esterni: Neres è a secco da dieci mesi, l’ultima rete risale alla trasferta con la Fiorentina del 4 gennaio e in stagione viaggia con lo 0.36 di xG; Politano dal 30 marzo contro il Milan, oltre sette mesi. E come loro anche Elmas e Lang sono all’asciutto, con storie e situazioni differenti: Noa, tanto per indicare l’esempio più offensivo, sta cominciando a vedere un po’ di luce dopo un impatto molto complesso.

Napoli, le statistiche in zona gol

In totale, il Napoli ha segnato 20 gol in 14 partite, compiendo statisticamente il proprio dovere senza mai andare oltre: l’xG di 20.4 è lo specchio fedele di una raccolta limitata al seminato. Dati confermati nelle due competizioni: 16 gol in Serie A (3 rigori), con xG di 16.4, e 4 gol in Champions con xG di 4.1. Tra l’altro 12 dei 20 gol, cioè il 60%, li hanno segnati Anguissa, McTominay e De Bruyne: 4 ciascuno. Con i 4 di Hojlund viene fuori che hanno prodotto l’80%; a cui vanno aggiunte le reti di Beukema, Spinazzola, Gilmour e Lucca.

Napoli, adesso servono i gol

Sia chiaro: il Napoli è primo in campionato e ancora in corsa in Champions, seppur in difficoltà. Traduzione: le isterie sono fuori luogo e controproducenti. Ma le ultime due partite hanno acceso varie spie: il Como ha qualità ma ha tirato due volte nella porta di Milinkovic ed è finita 0-0; l’Eintracht, invece, nonostante un atteggiamento impermeabile e chiuso a quattro mandate, ha prodotto gli stessi tiri nello specchio del Napoli: 3. E soprattutto: fino a martedì aveva la peggior difesa della competizione con l’Ajax, 11 gol subiti e due cinquine consecutive, e in Bundesliga ne ha incassati 19. In altri termini: catenaccio a parte, il Napoli deve tornare a produrre e a concretizzare di più per continuare a volare in Serie A e per fare la rivoluzione in Europa. Stop. 


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