Il Napoli tace e la città urla
Nella città di chi so’ io e chi si’ tu, e san Genna’ famm ’a grazia, le discussioni calcistiche raggiungono livelli di sonorità tali da essere captate da Alfa Centauri a orecchio nudo (come dicono lassù). Negli ultimi mesi, la città sonora ha gridato e urlato perché De Laurentiis non parla, perché questo silenzio di De Laurentiis, perché tace De Laurentiis, che cosa nasconde, che cosa sta pensando, s’è rotto con Conte, ’o sta cacciànn, l’ha cacciato, chi ha pigliate, parlava sempre, non parla più, De Laurentiis fatevi sentire, dite, spiegate, dovete parlare, site ’o president. Il Napoli aveva i suoi alti e bassi, e alti infortuni, e il presidente taceva e, allora, la città sonora ha gridato e urlato perché i medici non parlano, perché gli infermieri non parlano, perché non parlano i fisioterapisti, gli automobilisti, i linotipisti e i gatti neri, e perché Conte non parla, e lui dice chiedete ai medici. La città chiedeva e nessuno rispondeva (verrebbe da aggiungere come pioveva, come pioveva). La città non s’arrende.
Nessun dorma (tu pure, o principessa, nella tua fredda stanza) e continua a gridare e a urlare perché. Perdendosi nel nulla le rampogne, gli urli e il dispiacere per il silenzio degli indecenti, dopo una breve pausa la città della domanda delle cento pistole, perché De Laurentiis non parla, ha lustrato le corde vocali, ha riattivato la laringe, ha titillato il suo palato fine e ha ricominciato a gridare e a urlare. A Conte. Parla, Conte, di’ qualcosa, facci sapere, ora che sono rientrati Anguissa e De Bruyne, e Lukaku c’è già, e saranno pronti McTominay e Di Lorenzo con Rrahmani, caro Conte che fai, che formazione fai, come la metti e come la giri, parla Conte, non ci basta Santo Elmas, parla, che cosa fai, il doppio centravanti, l’uno più due, rimetti in panchina ’o guaglione, torni a quattro, metti in campo i braccetti a piede invertito, fai giocare tutti quelli col piede sinistro, sarai mica del Pd? E dal Vomero urlano, e dal Vasto replicano, e da Mergellina gridano Conte devi parlare, devi dirci chi metti e chi togli. E un passante per l’Arenella urla solitario dov’è Neres, che fine ha fatto Neres e quando torna Neres?
E a Forcella smaniano ad alta voce: uè Conte, Alisson lo lasci sulla fascia sinistra? E dalla Duchesca sale l’interrogativo urlato: Conte, lo metti De Bruyne vicino a Hojlund? Sino a Piazza Dante scendono le urla dalle curve a gomito del Cavone: McFratm lo farai giocare avanti oppure indietro? La città urla perché vuole sapere e vuole sapere urlando perché sia chiara sino ad Alfa Centauri questa smania conoscitiva, De Laurentiis non parla, i medici non parlano, Conte non parla della nuova formazione con tutti i disponibili, perché? E i filosofi del pensiero urlato urlano questa stagione è un fallimento, una Supercoppa e niente cchiù, giocheremo in Champions ma lo scudetto l’abbiamo mollato, perché? Dal quartiere Pendino urlano perché non parlano i magazzinieri? E al Vasto urlano: Conte parla ai sorci perché nuora intenda, e chi è nuora. Il Napoli tace come corpo morto tace. E la città urla. Vuole sapere, deve sapere. Alla Vicaria urlano se torna Lucca, se torna Lang come vi regolate, che cosa fate? Un vecchio poeta in via Chiaia passa cantando perché luna, tu luna in ciel, almeno tu, perché non parli?
