Napoli, l'ha vinta Conte: le mosse che hanno affondato Allegri e il Milan
Conte lo tiene in vita. L’Inter allunga a +7, ma il Napoli prova a ritardare il più possibile la festa nerazzurra. Il vantaggio è enorme, praticamente incolmabile, ma Chivu dovrà ancora lottare per scucire lo scudetto dalle maglie azzurre. La partita a scacchi del Maradona l’ha vinta Conte, si è preso il secondo posto e soprattutto ha indovinato più mosse del suo avversario Allegri. È la settima volta su undici che Antonio batte Max, la quinta nelle ultime sei. Sono stati decisivi i cambi: quelli del Napoli (Alisson Santos e Politano) hanno stappato la partita, quelli del Milan (Gimenez, Pulisic, Loftus-Cheek e Leao) non hanno inciso. Per gli azzurri è la quinta vittoria consecutiva in campionato, per i rossoneri la terza sconfitta nelle ultime sei giornate. La sfida è stata molto equlibrata, intensa ma non brillante. Più tatticismo che spettacolo, più attenzione che coraggio.
Nessuno aveva voglia di prestare il fianco, la linea comune era provarci senza scoprirsi. Conte si è presentato senza il centravanti titolare (Hojlund) e quella che fino a due settimane fa era la sua riserva (Lukaku). La terza scelta (Giovane) ha fatto fatica a interpretare il ruolo, ha provato a farlo con caratteristiche troppo diverse dalla prima punta che piace a Conte. Non ha quasi mai difeso le palle addosso, è stato divorato dai centrali del Milan. Ha cercato di attaccare la profondità, ma ci è riuscito solo in un paio di occasioni. Tutt’altra musica quando sono entrati Alisson Santos e Politano. Il brasiliano ha una cilindrata diversa, ha velocità e una qualità tecnica che spaccano sempre le partite. Quando entra diventa spesso devastante, difficile da arginare. Ha confermato di essere incisivo a partita in corso anche Politano, lo era diventato nell’anno del terzo scudetto e lo ha confermato anche ieri sera.
