Pagina 2 | Napoli, l'ha vinta Conte: le mosse che hanno affondato Allegri e il Milan

Leggi il commento al successo degli azzurri nel big match contro i rossoneri

Conte lo tiene in vita. L’Inter allunga a +7, ma il Napoli prova a ritardare il più possibile la festa nerazzurra. Il vantaggio è enorme, praticamente incolmabile, ma Chivu dovrà ancora lottare per scucire lo scudetto dalle maglie azzurre. La partita a scacchi del Maradona l’ha vinta Conte, si è preso il secondo posto e soprattutto ha indovinato più mosse del suo avversario Allegri. È la settima volta su undici che Antonio batte Max, la quinta nelle ultime sei. Sono stati decisivi i cambi: quelli del Napoli (Alisson Santos e Politano) hanno stappato la partita, quelli del Milan (Gimenez, Pulisic, Loftus-Cheek e Leao) non hanno inciso. Per gli azzurri è la quinta vittoria consecutiva in campionato, per i rossoneri la terza sconfitta nelle ultime sei giornate. La sfida è stata molto equlibrata, intensa ma non brillante. Più tatticismo che spettacolo, più attenzione che coraggio.

Nessuno aveva voglia di prestare il fianco, la linea comune era provarci senza scoprirsi. Conte si è presentato senza il centravanti titolare (Hojlund) e quella che fino a due settimane fa era la sua riserva (Lukaku). La terza scelta (Giovane) ha fatto fatica a interpretare il ruolo, ha provato a farlo con caratteristiche troppo diverse dalla prima punta che piace a Conte. Non ha quasi mai difeso le palle addosso, è stato divorato dai centrali del Milan. Ha cercato di attaccare la profondità, ma ci è riuscito solo in un paio di occasioni. Tutt’altra musica quando sono entrati Alisson Santos e Politano. Il brasiliano ha una cilindrata diversa, ha velocità e una qualità tecnica che spaccano sempre le partite. Quando entra diventa spesso devastante, difficile da arginare. Ha confermato di essere incisivo a partita in corso anche Politano, lo era diventato nell’anno del terzo scudetto e lo ha confermato anche ieri sera.


© RIPRODUZIONE RISERVATATutte le news di Napoli

Dall’altro lato non ha funzionato la coppia d’attacco Fullkrug-Nkunku, Allegri non ha avuto le risposte che aspettava e probabilmente ha ritardato troppo gli ingressi di Pulisic e Leao, gli unici apparsi in grado di poter cambiare marcia all’attacco rossonero. Non è stato incisivo Rabiot (spesso l’arma in più con i suoi inserimenti), ha lasciato tutti a bocca aperta Modric quando ha sbagliato un appoggio facile a metà campo. La sfida per il secondo posto (quella scudetto ormai sembra vicina alla conclusione) resterà comunque aperta fino alla fine. Le ultime sette giornate lasciano spalancati tutti gli scenari. Il Milan ne giocherà quattro in casa (Udinese, Juve, Atalanta e Cagliari) e tre fuori (Verona, Sassuolo e Genoa). Un calendario simile avrà il Napoli, quattro in casa (Lazio, Cremonese, Bologna e Udinese) e tre fuori (Parma, Como e Pisa). Il quoziente di difficoltà è più o meno identico, la differenza la faranno anche Allegri e Conte. I dominatori degli ultimi quindici anni dovranno lasciare spazio all’outsider Chivu. Hanno vinto undici degli ultimi quindici scudetti, quest’anno sono destinati “solo” a salire sul podio. Non ci sono abituati.

 

 


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Dall’altro lato non ha funzionato la coppia d’attacco Fullkrug-Nkunku, Allegri non ha avuto le risposte che aspettava e probabilmente ha ritardato troppo gli ingressi di Pulisic e Leao, gli unici apparsi in grado di poter cambiare marcia all’attacco rossonero. Non è stato incisivo Rabiot (spesso l’arma in più con i suoi inserimenti), ha lasciato tutti a bocca aperta Modric quando ha sbagliato un appoggio facile a metà campo. La sfida per il secondo posto (quella scudetto ormai sembra vicina alla conclusione) resterà comunque aperta fino alla fine. Le ultime sette giornate lasciano spalancati tutti gli scenari. Il Milan ne giocherà quattro in casa (Udinese, Juve, Atalanta e Cagliari) e tre fuori (Verona, Sassuolo e Genoa). Un calendario simile avrà il Napoli, quattro in casa (Lazio, Cremonese, Bologna e Udinese) e tre fuori (Parma, Como e Pisa). Il quoziente di difficoltà è più o meno identico, la differenza la faranno anche Allegri e Conte. I dominatori degli ultimi quindici anni dovranno lasciare spazio all’outsider Chivu. Hanno vinto undici degli ultimi quindici scudetti, quest’anno sono destinati “solo” a salire sul podio. Non ci sono abituati.

 

 


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