Conte decide il futuro del Napoli: tutti i nomi dei possibili sostituti per la panchina azzurra
Antonio Conte è l’allenatore del Napoli e, come ha lasciato intendere De Laurentiis, ha la priorità assoluta. Tra l’altro ha un contratto fino al 30 giugno 2027 e a Parma lo ha sottolineato aggiungendo di non aver dato «disponibilità di niente» - a una precisa domanda sulla Nazionale - e di prepararsi a incontrare il presidente «come sempre a fine stagione». Bene. Che il suo nome possa entrare in una mini lista di candidati insieme con altri, tipo Allegri, è però assolutamente prevedibile: parliamo dei due allenatori che hanno dominato il calcio italiano negli ultimi quindici anni. Ma il tema centrale dell’incontro con De Laurentiis, leggendo le parole di Conte dopo la vittoria contro il Lecce del 14 marzo, sarà un altro: «Ho un contratto triennale e da parte mia c’è assoluta disponibilità a rispettarlo. Incontrerò il presidente per vedere se ci sono i presupposti per continuare insieme. Se non dovesse esserci più sintonia, saluterò con grande affetto. So di portare aspettativa, richiesta... Leggo che le altre si stanno preparando con i fuochi d’artificio. Noi cercheremo di rispondere con i fuochi d’artificio sul campo».
Conte-Napoli, il tema
Presupposti, sintonia, fuochi d’artificio (alias progetto tecnico): il nodo centrale è questo. Ma De Laurentiis e Conte, uniti da stima e amicizia vere, hanno già anticipato i fuochi con le loro dichiarazioni: palese e inevitabile, considerando le ambizioni e il seguito di un club che in quattro stagioni ha conquistato due scudetti, una Supercoppa e centrato quasi tre qualificazioni in Champions. Quasi: per la terza non resta che attendere l’aritmetica, quella che avrebbe dovuto accelerare l’incontro sul futuro. Ma ora le urgenze sono cambiate. Tra una sintonia da confermare e l’eventuale ipotesi Nazionale è consequenziale la necessità del Napoli di agire in fretta: le macerie raccolte dopo lo scudetto 2023 hanno aperto ferite ma anche schiarito menti e arricchito l’esperienza. Tutte le parti in causa hanno legittime aspettative e priorità ma De Laurentiis, foss’anche per storie solo ipotetiche ma non impossibili nel prossimo futuro, ha il dovere di tutelare il Napoli.
Napoli, il piano B
In questo momento l’aria è frizzante, diciamo così: l’intervista di Beverly Hills non è passata inosservata in America, figuriamoci in Italia e a Castel Volturno. E nel frattempo, poiché la vita è una sorpresa ma il calcio non ammette di essere sorpresi, se Conte dovesse decidere di non proseguire o se le parti dovessero decidere insieme di non avvertire più quella famosa sintonia, allora bisognerebbe riaprire un libro che il club ha chiuso in un cassetto: nel caso in cui dovesse anche lui cambiare strada e andare via dalla Roma, è difficile non ripensare a Gasperini, l’uomo che nel 2024 è stato testa a testa con Conte per la panchina del Napoli e che Adl ha già avvicinato più volte.
Proprio come Italiano, tante ottime cose al Bologna. E poi Grosso, vicino alla salvezza con il Sassuolo. E un occhio aperto su Sarri, illustre del passato, non si potrebbe escludere considerando che è in bilico anche la sua situazione alla Lazio. Quanti “se”. Troppi “ma”.
