Lo strano caso del Napoli: tanti marcatori e pochi gol. Solo due giocatori in doppia cifra

Conte guida il quarto attacco della Serie A  ma ha perso a fasi diversi goleador. Gli infortuni hanno inciso
Fabio Tarantino
4 min

Diciannove marcatori diversi. Segnano quasi tutti, ma alcuni troppo poco. E così il Napoli si ritrova quarto a 48 (dietro Inter, Como e Juve) nella speciale classifica dei gol fatti in Serie A. Una graduatoria condizionata dai tanti infortuni e, soprattutto, dalle assenze di giocatori determinanti nel loro miglior momento. Tre casi su tutti, anzi quattro: De Bruyne, Anguissa, Neres, Vergara. Che sono mancati proprio sul più bello, un gol dopo l'altro, lasciandone in sospeso chissà quanti. Sono rimpianti di felicità da poter riscattare, nel caso, il prossimo anno. Quando l'obiettivo, nell'ottica di una crescita sempre costante e collettiva, sarà anche quello di segnare di più e di affiancare quanti più giocatori possibili ai veri bomber della squadra: Hojlund e McTominay. Sono loro gli unici due del gruppo di Conte ad aver raggiunto la doppia cifra.

 

 

Hojlund e McTominay su tutti

Quota 14 reti per Rasmus, a -2 dal suo record in una singola stagione al primo anno di United. Quota 12 per Scott, a cui manca un solo gol per eguagliare il suo record dello scorso anno. In Serie A, l'ex Atalanta è invece l'unico del Napoli ad aver segnato almeno dieci gol. Dieci in totale, per l'esattezza. McTominay è fermo a otto, a meno quattro dai dodici dello scorso campionato quando fu eletto Mvp nell'anno tricolore. In più per lui ci sono le quattro reti in Champions. Dietro, tutti gli altri: De Bruyne e Anguissa a 4, Neres e Spinazzola a 3, Politano, Beukema e Alisson a 2 e poi tutti a 1: Elmas, Di Lorenzo, Lucca, Lang, Vergara, Gutierrez, Rrahmani, Gilmour, Lobotka, Lukaku. Fermi a zero, oltre ai portieri, ci sono Olivera, Juan Jesus, Buongiorno, Mazzocchi e Giovane. Per loro e tutti gli altri, le ultime sei partite per implementare il dato. Personale e collettivo. E magari per arrivare a quota 59, i gol di un anno fa a fine campionato. Ne mancano undici. Quasi due a partita di media ne servirebbero.

Napoli, gol di misura

Il Napoli non segna poco: segna il giusto. Prima di Parma, si stava specializzando nelle vittorie di misura: 27 da quando c'è Conte, più di tutti in Serie A. L'ultimo successo più rotondo, proprio contro la Lazio all'andata, 4 gennaio. Due a zero. Ma sono tutte curiosità statistiche, queste, che si legano inevitabilmente alle assenze, perché quasi mai Conte ha avuto la rosa al completo e l'attacco al top. Dunque amplificano i rimpianti del Napoli. Neres e Vergara, ad esempio, sono ancora fuori. Si sono fermati nel loro momento migliore. Il primo aveva segnato sei gol in meno di due mesi, tra novembre e dicembre, prima del lungo stop. Aveva deciso da solo, con una doppietta, la finale di Supercoppa a Riyadh contro il Bologna. Discorso simile per Anguissa, che aveva collezionato gol (4) e targhette Mvp prima dello stop di novembre. Altrimenti avrebbe accompagnato McTominay in doppia cifra. Curiosità: Neres con Spina è il cecchino della squadra. Tre gol entrambi nonostante xG bassissimi (1.5 e 1.1). Letale anche Alisson: due gol e 0.8 di xG. Tra i meno precisi, Elmas: appena un gol contro il 2,8 di xG.

 


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