Conte e De Laurentiis a Napoli: perché l’incontro sul futuro è stato anticipato
Aurelio De Laurentiis è tornato a Napoli e oggi sarà al Maradona per la partita contro la Lazio, dopo aver assistito dalla California alla vittoria contro il Milan, che ha restituito il secondo posto ai suoi, e al pareggio con il Parma che ha aumentato la distanza dall’Inter e dallo scudetto. In maniera quasi definitiva, in attesa dell’aritmetica. Il soggiorno americano del presidente, oltre ad aver offerto la cornice per il conferimento della cittadinanza onoraria di Los Angeles e per la presentazione di “Ag4in”, il film del quarto scudetto, ha segnato anche il suo ritorno alle interviste. E tutte davvero molto interessanti. L’ultima, rilasciata il giorno di Pasqua nella villa di Beverly Hills e pubblicata da “The Athletic”, ha regalato anche lo spunto per il futuro del Napoli: in sintesi, citando e riassumendo le sue parole nell’ambito di un discorso legato all’ipotetica candidatura di Conte per il rilancio della Nazionale, De Laurentiis ha invitato il suo allenatore a chiarire al più presto o anche subito le sue intenzioni sul futuro. In modo da consentirgli, eventualmente, di dedicarsi con agio alla potenziale sostituzione, evitando così di rivivere le problematiche già affrontate e sufficientemente pagate nell’estate 2023, dopo l’addio di Spalletti a fine maggio. Bene. E così, la riunione inizialmente programmata e immaginata a fine stagione sarà inevitabilmente anticipata: l’ipotesi più accreditata, al momento, è che Conte e De Laurentiis si metteranno a sedere faccia a faccia, con il ds Manna e l’ad Chiavelli, dopo la partita contro la Cremonese, ma è davvero difficile sentirsi di escludere che l’incontro possa anche andare in scena nei giorni compresi tra la partita di oggi e quella di venerdì prossimo.
Conte anticipa i temi
Settimana delicata. Settimana importante: da domani alla prossima domenica bisogna tenere gli occhi aperti e le antenne in orbita. La questione è semplice nella sua complessità, fondamentale a prescindere da ogni tipo di valutazione estranea al Napoli. Conte aveva anticipato i temi della classica chiacchierata di fine stagione con il presidente, ancor prima di tutto il trambusto creato dalla rivoluzione Nazionale: «Ho un contratto triennale e da parte mia c’è assoluta disponibilità a rispettarlo. Incontrerò il presidente per vedere se ci sono i presupposti per continuare insieme. Se non dovesse esserci più sintonia, saluterò con grande affetto. So di portare aspettativa, richiesta... Leggo che le altre si stanno preparando con i fuochi d’artificio. Noi cercheremo di rispondere con i fuochi d’artificio sul campo». Tutto chiaro, insomma. De Laurentiis e Conte, in due stagioni, hanno vinto e si sono divertiti: uno scudetto inaspettato, una Supercoppa e quasi due qualificazioni in Champions. Davvero niente male. E ora, il bivio. Lo snodo fondamentale. Il tecnico ha un contratto fino al 30 giugno 2027 e in carriera è rimasto soltanto una volta per più di due stagioni su una panchina: alla Juve, dal 2011 al 2014. Poi, mai più.
