Napoli, ecco le cinque certezze per il domani: la società sta costruendo la nuova squadra
Lo scudetto è stato spedito domenica sera a Milano insieme con un cavalleresco messaggio social di complimenti confezionato un attimo dopo la vittoria dell’Inter, la Champions è dietro l’angolo e il futuro in fondo alla strada. Squadra, allenatore, strutture: Napoli senza confini e oltre i limiti, è questa l’unica possibilità per continuare a tenere alto il grado delle ambizioni. A cominciare dalla rosa che dovrà affrontare almeno tre competizioni e due di altissimo livello, considerando che ormai la qualificazione alla più ambita delle coppe d’Europa e quasi aritmetica (per brindare indipendentemente dai risultati di Como e Roma è sufficiente battere lunedì il Bologna, Italiano permettendo; ma potrebbe bastare anche un punto). Insomma, è davvero questione di giorni per centrare l’ultimo obiettivo stagionale a disposizione dopo la conquista della Supercoppa e dopo aver salutato troppo presto sia la Champions, sia la lotta per lo scudetto. Oggi o domani, poco importa: è pressoché impossibile che il Napoli perda una qualificazione ormai certa. E così, il club sta già lavorando alla costruzione della squadra che verrà. E se il mercato dei nuovi sarà inevitabilmente lanciato nel momento in cui spariranno i dubbi legati all’allenatore, perché al netto del contratto il futuro della relazione tra il Napoli e Conte dovrà passare attraverso il famoso test del feeling, ora il mirino è sui vecchi. Cioè sui giocatori che sono in rosa e sono pronti a diventare anche le colonne della squadra che verrà.
I contratti e il futuro
Cinque nomi e un po’ di situazioni simili seppur tecnicamente diverse: Amir Rrahmani, Stanley Lobotka, Scott McTominay, Alisson Santos, Rasmus Hojlund. Tre rinnovi, due riscatti. Anzi: il rinnovo di Rrahmani, il leader di una difesa che con lui cambia sistematicamente volto e rendimento, è già stato firmato da un po’ di settimane e va soltanto ufficializzato. Fino al 2029, con due scudetti e la Supercoppa in bacheca e tanti reciproci complimenti: Amir sta per chiudere la sesta stagione al Napoli ed è un totem del gruppo. Un po’ come Lobotka, scadenza 2027, opzione al 2028 e prospettiva di affiancare il collega fino al 2029: lui non ha voglia di andare, il Napoli vuole trattenerlo e tutti possono vivere ancora felici e contenti. Questione di dettagli da incastrare, ma c’è la volontà comune a fare la differenza. Poi, McTominay. Un altro uomo che ha proprio dichiarato di vedersi a lungo nel posto in cui oggi vive ed evidentemente nel campionato in cui ha fatto la differenza per due anni, trovando continuità e leadership ed aumentando a dismisura i rimpianti del popolo di Manchester. Il suo agente, Colin Murdock, è stato anche in città prima della partita con la Roma al Maradona, a febbraio, e le linee generali del futuro sono state tracciate: ci siamo, anche in questo caso è davvero questione di dettagli prima di allungare fino al 2030 (o 2031).
I riscatti
Poi, i riscatti annunciati: Alisson, l’intuizione di gennaio di Manna, un prestito da 3,5 milioni che ora il Napoli acquisterà a titolo definitivo dallo Sporting Lisbona versando altri 16,5 milioni. Per Hojlund è una formalità: il riscatto dallo United potrebbe diventare realtà proprio lunedì, contestualmente alla qualificazione aritmetica in Champions, cioè il dettaglio che da contratto lo rende obbligatorio. Pronti 44 milioni.
