De Laurentiis e il casting per la panchina del Napoli: Sarri e non solo. In corsa anche Allegri

Offerti a al tecnico della Lazio 2 anni più opzione sul terzo: pronto anche Gila. E intriga Max
Fabio Mandarini
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Il ds Manna ha costruito l’azione, De Laurentiis l’ha rifinita e ora tocca a Maurizio Sarri decidere in che porta fare gol: quella del Napoli o quella dell’Atalanta. Un’immagine calcistica per raccontare il ritorno di fiamma con quello che il Maradona, all’epoca San Paolo, battezzò così: il Comandante. L’uomo di una rivoluzione interrotta al culmine della bellezza e della delusione, con una squadra magnifica che incantava l’Europa ma che alla fine della stagione 2017-2018 non riuscì a conquistare il terzo scudetto. Che rabbia. Ma Sarri è rimasto negli occhi ed evidentemente anche nel cuore di De Laurentiis: è a lui che sta seriamente pensando di affidare il Napoli del Centenario e ieri gli ha offerto l’ultimo assist. Quello decisivo. Ma per vivere cent’anni in coppia e non di solitudine, Maurizio deve fare una scelta: in pressing c’è anche l’Atalanta che tra qualche giorno avrà ufficialmente Giuntoli alla direzione delle operazioni. E ovviamente deve dare una risposta al più presto: Aurelio ha fretta. Sono ore decisive. 

Sarri, la scelta in ochi giorni

Lo stato della restaurazione è questo: il Napoli ha lavorato su Sarri, ha accelerato quando Conte ha comunicato la sua intenzione di interrompere il rapporto con un anno di anticipo e alla fine ha confezionato una proposta ritenuta soddisfacente. Ribadita fino a ieri con i dovuti ritocchi: allenatore accontentato su tutto, anche sugli ultimi aspetti in bilico (tipo certi dettagli relativi allo staff). Contratto: 2 anni più opzione per il terzo. Tra l’altro, il primo regalo potrebbe essere l’acquisto di Mario Gila, il totem della sua difesa alla Lazio, valutazione 25 milioni o giù di lì. E poi allenerebbe De Bruyne, Rrahmani, Lobotka, Alisson, Neres, Hojlund: giocatori che sembrano perfetti per il suo 4-3-3. La proposta contrattuale della Dea è simile, anche se a Napoli giocherebbe in Champions e a Bergamo in Conference, ma il progetto prospettato da Giuntoli è allettante. All’Atalanta sanno fare calcio. E Sarri è finito nella morsa di due vecchi amici di altri tempi: Aurelio e Cristiano. Particolare non trascurabile è che Maurizio deve liberarsi: con la Lazio ha un contratto fino al 2028 e Lotito è un osso durissimo. Un tecnico con la sua esperienza e i suoi trascorsi, soprattutto dopo una stagione da incubo, ha necessità di riflettere. De Laurentiis, però, vuole scrivere il futuro a stretto giro, anche perché a inizio giugno partirà per gli Stati Uniti e immagina di infilare in valigia programmi definiti. La risposta è attesa quanto prima. Meglio oggi che domani, se dipendesse dal presidente del Napoli.

C'è anche Allegri

Nel frattempo Manna fa da collante, gestisce e dosa. E contemporaneamente, da manuale del direttore sportivo, tesse le tele alternative: la certezza è che il club non si farà trovare spiazzato, mai. E così la pista che porta a Massimiliano Allegri continua a essere assolutamente viva: la sua storia con il Milan è in un periodo confuso e un anno fa era già pronto a saltare in sella al posto di Conte. Nei giorni in cui Antonio pareva a un centimetro dal trasloco. Ma nel calcio i centimetri fanno la differenza e oggi siamo ancora qua. Di nuovo. E in attesa. A dipingere il quadro di una panchina che in quattro anni solari si prepara a conoscere il suo sesto padrone: da Spalletti a Conte, passando per Calzona, Mazzarri e Garcia. Sullo sfondo, ora più staccato dopo i passi compiuti ieri, c’è Vincenzo Italiano, a sua volta alle prese con i nodi bolognesi.  

 


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