Il Napoli tra il presente di Conte e le suggestioni Sarri e Allegri
Tutta la verità, nient’altro che la verità in pochi giorni. E c’è chi giura che la storia, questa volta, non contemplerà clamorosi colpi di scena in stile 2025. L’estate dello scudetto. Antonio Conte e il Napoli viaggiano verso un finale che sembra scolpito nelle parole del discorso di Pisa: a tratti è sembrato un commiato, per non dire una lettera d’addio. D’altronde, nel giorno del ritorno ufficiale in Champions, per quale motivo non allargare i contorni del futuro ma limitarsi a dilatare soltanto i dubbi del presente? Il senso di vivere dell’emozione del coup de t héâtre a tutti i costi, francamente, è difficile da scovare questa volta. Come al momento non è facile individuare con margini di certezza l’uomo che, nel caso dei casi, raccoglierà l’eredità di Conte in panchina. Ma il Napoli, avendo Antonio svelato che De Laurentiis e il club conoscono già da un mese il suo pensiero e dunque la verità, ha dovuto necessariamente prefigurare un’alternativa. O più alternative.
Sarri e il possibile ritorno a Napoli
Il nome che da più giorni ricorre, che rappresenta un ponte tra passato, presente e futuro è Maurizio Sarri. Il Comandante di un triennio di calcio e spettacolo: conosce l’ambiente, lascerà la Lazio nonostante altri due anni di contratto ed è nato finanche a Bagnoli. Tifava Napoli da piccolo, unico in una classe toscana. Ricordi a parte, va detto che sulle tracce di Sarri c’è anche l’Atalanta. Ma va aggiunto che con De Laurentiis il rapporto è rimasto solido e che entrambi risiedono a Roma: chiacchierare faccia a faccia, eventualmente, non sarebbe mai un problema. Questa situazione, con la Dea che va tenuta ancora in piedi, è un po’ lo specchio del caos panchine che si staglia all’orizzonte. Ma il ds Manna, l’uomo deputato a sciogliere i nodi tecnici, sa perfettamente come e cosa fare in tandem con il presidente.
La suggestione Allegri
L’effetto domino è possibile, anzi probabile e potrebbe coinvolgere un bel po’ di squadre in Serie A. Anche blasonate. Top come il Milan, certo: e in questo senso, Massimiliano Allegri resta la suggestione in caso di separazione con il Diavolo. Un anno fa, quando sembrava ormai certa la partenza di Conte, è stato molto più di un’idea, ma oggi le cose sono cambiate e siamo ancora nella suddetta fase della suggestione. Tra l’altro, non va dimenticato, la Nazionale è per Max una possibilità così come lo è per Conte e altri candidati.
Grosso e Italiano sullo sfondo
Sarri e Allegri, dicevamo. Ma fino a quando certe situazioni non diventeranno definitivamente limpide, vanno considerati anche gli altri profili. Il nome di Fabio Grosso, uno dei migliori rappresentanti della new generation in Serie A, un campione del mondo del 2006 che ha condotto il Sassuolo in maniera brillante, è finito sul tavolo di De Laurentiis da un po’ ma è stato spesso accostato anche alla Fiorentina in caso di rinnovamento. Poco più in là, a Bologna, c’è un altro vecchio pallino di Adl: Vincenzo Italiano. Un refrain di anni, un tecnico con esperienza in Europa e come Sarri in attesa di chiarire il futuro con il suo club (ha ancora un anno di contratto).
