Allegri al Napoli, il retroscena su quel pranzo al ristorante che vale un indizio
PESCARA - È stato Massimiliano Allegri, nel giorno della quasi ufficializzazione dell’approdo sulla panchina del Napoli, a monopolizzare ieri a Pescara la prima edizione del “Premio Giovanni Galeone”. Il suo maestro. Sul passaggio di Max alla corte di De Laurentiis non si è voluto soffermare, anzi ha scherzato davanti alle tv: «La notizia dell’ultima ora sul mio passaggio al Napoli? Io toglierei la notizia...». Il pranzo di ieri nella città abruzzese era comunque un indizio chiaro sul futuro dell’ex tecnico del Milan: ristorante Marechiaro... Nella gremitissima aula consiliare di Palazzo di Città, Allegri ha ricevuto il premio che è andato anche a Gian Piero Gasperini, bloccato però a Roma da impegni di lavoro. Max non si è sottratto all’abbraccio dei tifosi biancazzurri, firmando autografi e facendo selfie con i fortunati che sono riusciti ad entrare in sala. All’evento di ieri presentato dal giornalista Sky Daniele Barone c’è stato il ricordo di Galeone che ha scritto alcune delle pagine più importanti della novantennale storia del Pescara Calcio, con le due promozioni in serie A dei biancazzurri nelle stagioni 1986-1987 e 1991-1992. Fu anche l’uomo che a dicembre 1997 portò Allegri al Napoli da calciatore.
Allegri e il ricordo di Galeone
All’evento presenti varie personalità del calcio tra cui l’allenatore del Lecce, Eusebio Di Francesco, Renzo Ulivieri, presidente dell’Associazione Italiana Allenatori, e tanti biancazzurri di ieri e di oggi. Tra i moderatori del premio i giornalisti Paolo Condò, Riccardo Cucchi e Francesco Saverio Intorcia. «Mi colpì subito al primo allenamento - ha detto Allegri di Galeone, in lacrime durante il ricordo del suo maestro - perché disse delle cose che fino a quel momento non avevo mai sentito sulla parte tecnica dei giocatori. Cose che mi sono rimaste dentro e che mi porto dietro tuttora. Ma la caratteristica del mister era sicuramente quella di essere un precursore, era avanti rispetto agli altri: le cose che lui diceva trenta o quarant’anni fa sono tuttora valide e anche innovative. Essere ma non prendersi troppo sul serio, fare le cose molto seriamente: ecco questa è un’altra cosa che mi sono portato dietro e che spero di non perdere perché più si diventa ragionevoli e saggi e più si perde un po’ di quell’incoscienza che lui ha sempre avuto fino all’ultimo giorno. L’ho visto l’ultima volta l’anno scorso a Udine e anche lì sorrideva ed era sempre pronto a dirti la parola giusta. Credo che da dove ci guarda, sicuramente vedrà quanto lo ami questa città. Avevo bisogno di riabbracciare Pescara e ne avevo bisogno in questo momento». A ricordare Galeone anche il tecnico del Lecce e pescarese doc, Di Francesco: «L’emozione di Allegri mi ha fatto capire come oggi ci sia un distacco con la gente rispetto al passato nel calcio. Ho avuto la fortuna di andare diverse volte a cena con Galeone e ho assaporato il piacere della sua compagnia. Sono e resto sempre orgoglioso di essere pescarese e tifoso del Pescara».
