Il contratto di Allegri al Napoli: ecco la durata e quanto guadagnerà

Per l’ufficialità manca esclusivamente la firma. Inseguito per anni da De Laurentiis, arriva per puntare al titolo
Fabio Mandarini
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Massimiliano Allegri detto Max, Acciughina per gli amici veri, sarà il nuovo allenatore del Napoli con un anno di ritardo: De Laurentiis lo inseguiva da tempo e avrebbe già dovuto sostituire Conte a maggio 2025, nei giorni delle celebrazioni per il quarto scudetto, ma poi Antonio decise di proseguire e lui ripose la penna nel taschino. Mettiamola così: il matrimonio tanto annunciato non si fece ma si farà ora che sembrava un amore quasi impossibile. Alle soglie del Centenario: dopo un testa a testa di 72 folli ore con Vincenzo Italiano, Allegri ha tagliato il traguardo di corto muso e guiderà il club e la squadra sul viale degli onori di una storia secolare. Puntando allo scudetto. C’è l’accordo: firmerà un biennale a scalare da 4 milioni più bonus con opzione sul terzo anno
Aurelio, alla fine, s’è regalato un altro quadro d’autore da appendere nella sua personale galleria del calcio accanto a quelli di Benitez, Sarri, Ancelotti, Spalletti e Conte. Collezionista di grandi. Non è ancora ufficiale, bisogna attendere la firma, ma ieri Max ha risolto con il Milan: pec spedita e registrata, il documento è autografato da Scaroni. Il suo agente Giovanni Branchini è all’estero e tornerà in Italia dopo la finale Champions e ciò significa che i contratti saranno definiti all’inizio della prossima settimana. Ufficiosamente, però, possiamo dire che toccherà ad Allegri raccogliere l’eredità di Conte come dodici anni fa alla Juve. Era il 2014: Antonio lasciò dopo tre scudetti consecutivi e lui la condusse alla conquista di altri cinque in serie. Il Napoli non ha fatto in tempo a salutare uno dei due dominatori degli ultimi quindici anni di calcio italiano che ora accoglierà l’altro. Deluso dal fallimento con il Milan, finito fuori dalla Champions dopo l’ultima sconfitta con il Cagliari a San Siro che ha dato il via a una rivoluzione del Diavolo, ma molto motivato a reagire subito. Napoli è una grande occasione per rigenerare l’anima e dimostrare di non essere soltanto un glorioso passato, ma un presente e un futuro ambiziosi.  

La continuità per Allegri

Allegri tornerà da allenatore dove nel 1997-1998 ha giocato per l’ultima volta in Serie A, in una delle peggiori stagioni della storia del club: lo volle Giovanni Galeone, un pezzo del suo cuore. Durò pochi mesi, 7 presenze. E indovinate un po’? È proprio a Pescara, in occasione della prima edizione del Premio dedicato al suo maestro, che ieri Max ha ritrovato il Napoli dopo un pranzo al ristorante “Marechiaro”, sul lungomare. Tanto destino in questa storia. A lavorare con grande caparbietà per chiudere il cerchio, dopo il tramonto della trattativa con Sarri e la separazione con il Milan, è stato un altro Giovanni: Manna, il ds, già con lui alla Juve. Legame forte tra loro. Nella lista De Laurentiis, una volta sfumato il revival con Maurizio, c’erano Italiano e Max. Una gran bella sfida tra due pallini, due allenatori diversi per filosofia ed età - 48 e 58 anni -, che il presidente ha risolto nel segno di una sorta di continuità dopo l’addio di Conte. E non c’entra la tattica, perché il suo Napoli tornerà alla difesa a quattro e al tridente: parliamo di esperienza a grandi livelli, abitudine alle vittorie e anche di una superiore capacità di coniugare le competizioni italiane con quella europea. L’obiettivo del club è superare almeno la prima fase in Champions e Max, che con la Juve ha giocato anche due finali, ha una certa abilità nella gestione delle coppe. Tra l’altro, guarda i casi della vita, il Maradona gli restituirà ciò che San Siro ha tolto: la Champions.  

Italiano aveva l'accordo con il Napoli, ma poi...

Mentre Allegri definiva a Pescara il suo futuro, ieri Italiano faceva la stessa cosa a Bologna: risoluzione consensuale, aveva già deciso così, a prescindere da nuove opportunità. Vincenzo è stato più volte vicino al Napoli, ma questa volta lo ha davvero sfiorato: aveva l’accordo con il club per un biennale e l’incontro di martedì era stato talmente positivo da essere considerato in vantaggio per due giorni. Il calcio è così. Per la cronaca: anche Conte era un rivale storico del popolo azzurro come lo è stato Allegri, ma poi è stato amore.  


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