El Shaarawy: "Lavoro per farmi trovare pronto. La competizione non mi spaventa"

Le parole dell'attaccante della Roma alla vigilia della sfida di Conference League contro il Cska Sofia
El Shaarawy (25’ st) 7,5 Appassionato di snooker, il biliardo inglese, crea dal nulla a tempo scaduto una parabola spaventosa. Forse da qui comincia una nuova storia nella Roma© AS Roma via Getty Images

ROMA - La Roma torna di nuovo in campo in Conference League dopo il doppio successo negli spareggi contro il Trabzonspor. La squadra di Mourinho domani sera all'Olimpico affronterà il Cska Sofia per il primo match della fase a gironi. Questo pomeriggio Stephan El Shaarawy è intervenuto in conferenza stampa per presentare il match. 

Quest'anno sta dando il suo contributo dalla panchina, come ci si cala in questa veste di recupero di posizioni?
"Non la vivo con pressione. Ho tanta esperienza, capisco quello che chiede il mister e che c'è tanta competizione nei reparti e bisogna accettare le decisioni del tecnico. L'attesa vale il prezzo. Il gol contro il Sassuolo è stato molto importante, bisogna saper aspettare e farsi trovare pronti".

Se potessi tornare indietro accetteresti di nuovo la Cina?
"La Cina è un capitolo chiuso. Ho fatto questa esperienza ma il mio obiettivo era di tornare a Roma e ringrazio il presidente per avermi riaccolto. Penso solo a far bene e a riconquistare la nazionale".

Quali sono le differenze tra la Roma che avevi lasciato e quella che hai ritrovato?
"Ho trovato una Roma molto forte. Aveva cominciato bene il campionato, poi ci siamo persi sul finale di stagione. Quest'anno siamo ripartiti con un progetto di giocatori giovani e con esperienza. Abbiamo un tecnico con grande qualità che seguiamo molto. C'è molta aspettativa ma non ci deve caricare di troppa pressione ma di determinazione ed entusiamo. Questo però va alimentato con le vittorie". 

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Quanta competizione sana c'è nello spogliatoio?
"Ce ne è tanta per ambire a obiettivi importanti. La competitività c'è ma non deve spaventarci, tutti devono lavorare con impegno per farsi trovare pronti. Ci saranno dei momenti in cui le cose non andranno bene, dobbiamo mantenere alta l'asticella per farci trovare pronti a reagire". 

Come cambia il modo di giocare con un punto di riferimento come Abraham, diverso da Dzeko?
"È giovane e si è ambientato molto bene, è stato accolto nella maniera giusta. Si è integrato bene. È un giocatore completo, nel nostro sistema di gioco è fondamentale e ci darà una grande mano". 

Dopo la Cina è stato più difficile ritrovare la condizione atletica o quella mentale?
"Un po' tutte e due, ma più atletica. Siamo stati fermi sette mesi, non mi allenavo e questa è stata la mia prima vera preparazione dopo tre anni. A livello fisico dovevo carburare di più. Ne ho parlato con i preparatori e abbiamo lavorato bene, adesso mi sono in forma. Voglio continuare così". 

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