Mancini: "Puntavamo la finale ed è arrivata. Ora vogliamo il trofeo"

Le parole del difensore giallorosso alla vigilia della finale di Conference League contro il Feyenoord: "All'inizio un po' tutti pensavano fosse la 'Coppa dello scherzo' invece poi si è rivelata una competizione difficile"
Mancini: "Puntavamo la finale ed è arrivata. Ora vogliamo il trofeo"© AS Roma via Getty Images
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ROMA - È tutto pronto per l'attesa finale di Conference League, la Roma di José Mourinho domani sera a Tirana sfiderà il Feyenoord per cercare di aggiudicarsi il trofeo europeo. Questo pomeriggio dall'Arena Kombëtare il difensore giallorosso Gianluca Mancini ha presentato la sfida contro gli olandesi. 

Quali elementi possono creare difficoltà alla squadra?
“Non bisogna temere nessuno, abbiamo studiato il Feyenoord. Dal centrocampo in su hanno qualità, le finali si giocano tra le due squadre migliori, direi un 50 e 50. Sappiamo ciò che dobbiamo fare”.

Mancini scherza: "Come giocherò? Mi stai chiedendo se prenderò il giallo?"
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Mancini scherza: "Come giocherò? Mi stai chiedendo se prenderò il giallo?"

Come giocherai?
"Mi stai chiedendo se prenderò il giallo? (ride, ndr). Rispettiamo l'avversario e giocheremo con concentrazione".

Un messaggio per i tifosi?
"Una parte sarà qua, una all'Olimpico e come ringraziamo dobbiamo fare tutto per portare a casa qualcosa di unico".

Il mega striscione per Mourinho a Tirana
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Il mega striscione per Mourinho a Tirana

Avete parlato con Kumbulla che giocherà la finale in casa? Le parole di Mourinho?
“Sono vere, se fossimo stati quinti, magari avremmo giocato le ultime partite in maniera diversa. Ci siamo complicati tutto da soli, dovevamo vincere per forza a Torino. Domani è la finale e possiamo giocare anche 300’ ma daremo tutto. La stanchezza non si deve far sentire, veniamo da due settimane dove abbiamo fatto una partita a settimana, stiamo bene. Kumbulla ci ha detto subito che i tifosi albanesi tiferanno per noi, siamo molto felici di questo”.

Quando avete capito che sareste potuti arrivare in fondo?
“Da inizio stagione pensavamo che l’obiettivo minimo fosse la finale. A parole è facile, tutti pensavano fosse la coppa dello scherzo, dopo la batosta di Bodo abbiamo capito che dovevamo dare sempre il massimo. Dopo abbiamo affrontato ogni partita per raggiungere la finale, abbiamo iniziato questo lavoro ad agosto, ora ci manca un passo per qualcosa di unico”.

È la partita più importante della carriera?
“Sì, per me è la partita più importante”.

Tammy ti ha chiesto di fermare Dessers?
“Lo ha chiesto a tutti (ride, ndr). Ho studiato Dessers, noi abbiamo un attaccante più forte che è Tammy, spero che alle 23:30 sia il capocannoniere della competizione”.

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