Mourinho e la frase al giornalista in sala stampa dopo il ko della Roma

Il tecnico stizzito per una domanda sui cambi nell'intervallo: "Quando hai il sedere su una panchina le scelte sono più difficili". Poi rasserena su Abraham: "Non sono preoccupato"
Mourinho e la frase al giornalista in sala stampa dopo il ko della Roma© Getty Images
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Guido D'Ubaldo

È sempre una sconfitta, una sola, ma ha il rumore sordo di una cristalleria abbattuta. La Roma frana all’Arena tra gli “olé” umilianti degli increduli tifosi dell’Udinese. È finita 4-0 e forse, se l’arbitro Maresca non avesse fermato per limiti di tempo lo scempio, lo scarto sarebbe stato anche peggiore. È un brusco risveglio per José Mourinho, che fin qui aveva incassato solo un gol su punizione e invece in una notte perde completamente stabilità consegnandosi all’avversario. L’allenatore è sembrato nervoso in panchina, infatti è stato ammonito, ma al fischio finale non cerca alibi: «Non possiamo dire che abbiamo perso per l’arbitro, dopo un risultato del genere, anche se Maresca non ha un profilo adatto alle nostre caratteristiche. È perfetto per chi gioca in casa e ha diretto secondo i suoi standard, senza combinare disastri. Lo sapevamo già, quando abbiamo visto la designazione. In una partita fi sica, con tanti falli, ha dato il primo cartellino giallo all’artista della serata». Si riferisce a Dybala, che «è stato il migliore in campo, fantastico» ma non è bastato alla Roma. «La spiegazione è semplice - sottolinea Mourinho - abbiamo regalato due gol che hanno segnato la partita. Il primo e il secondo. Peccato, perché l’inizio era stato di qualità e proprio Paulo aveva sfiorato l’1-0. Purtroppo abbiamo avuto la sfortuna di commettere errori individuali che in quanto tali sono errori collettivi, di tutti noi. A cominciare da me».

Il presagio di Mourinho

Temeva una trasferta complicata, ne aveva parlato ai giocatori. Anche di Maresca: «L’Udinese è una squadra che se va in vantaggio sa fare tutto. Si difende con il blocco basso, riparte in contropiede con qualità, perde tempo quando serve. In più sa educare i raccattapalle che a 12 anni non restituiscono velocemente il pallone. Questa cosa da noi non accade... Sono stati bravi anche loro». Un passaggio polemico, che poi si sposta su un cronista friulano che gli chiede conto dei cambi scelti nell’intervallo, in effetti poco produttivi: «Questa è una domanda da giornalista scarso. Troppo facile parlare dopo, anche se poi magari quello scarso sono io. Mi è capitato di lavorare come commentatore televisivo, accidenti quanto è piacevole. Ma quando hai il sedere su una panchina vi assicuro che è tutto molto più difficile».

L'ottimismo di Mourinho dopo il ko della Roma

Detto ciò, Mourinho preferisce guardare avanti: «Io prefersico perdere una volta 4-0 che quattro volte 1-0. L’ho detto anche alla squadra, infatti, ora voglio tornare dai miei giocatori che hanno bisogno di me. Capisco che sia duro per i nostri tifosi ma ripartiremo subito: giovedì c’è una partita di Europa League e in campionato abbiamo 10 punti. Possiamo continuare la nostra strada, in classifica siamo tutti lì. E con l’Udinese ci rivedremo a Roma». La notizia incoraggiante riguarda Abraham, uscito con un problema a una spalla: «Non dovrebbe essere una cosa grave tipo Zaniolo. Non sono preoccupato per Tammy».

La Roma crolla ad Udine: Mourinho battuto 4-0
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La Roma crolla ad Udine: Mourinho battuto 4-0


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