Mourinho-Karsdorp, il caso scuote Trigoria

Il durissimo rimprovero dell’allenatore parte da lontano. Le avvisaglie della rottura già a inizio  stagione. Eppure Rick era uno dei fedelissimi
Mourinho-Karsdorp, il caso scuote Trigoria© Getty Images
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Guido D'Ubaldo e Roberto Maida

Karsdorp, è finita. La clamorosa presa di posizione di Mourinho al termine della partita di Reggio Emilia mette di fatto l’olandese sul mercato. Non sarà facile trovare una sistemazione ma Tiago Pinto, spiazzato dalle accuse di Mourinho, dovrà risolvere il problema. Magari in Olanda, in prestito, come è già accaduto in passato, quando Karsdorp sembrava un capitale perduto e si rivalutò grazie a una buona stagione al Feyenoord. Ma il ricco ingaggio del terzino, con un contratto che scade nel 2025, rende complicato qualsiasi trasferimento. Eppure in estate l’Atalanta aveva fatto un’offerta interessante, che non era stata presa in considerazione. Dalla Roma e dal diretto interessato. 

La rottura

Le parole di Mourinho («Siamo stati traditi da un atteggiamento non professionale, i compagni meritano rispetto, a gennaio si trovi un altro club») hanno aperto una crepa. Ma Mourinho sa di avere i giocatori dalla sua parte. Non per ostilità verso Karsdorp, ma perché i senatori italiani supportano la gestione “muscolare” dell’allenatore. La situazione è degenerata al Mapei Stadium. Mourinho è stato severo per diverse ragioni: Karsdorp, che aveva sostituito Celik, ha impiegato diversi minuti per prepararsi ed è entrato in campo camminando, svogliato. Non aveva gradito l’esclusione iniziale. Inoltre l’atteggiamento sul gol di Pinamonti, in cui è rimasto a guardare il lancio di Kyriakopoulos, ha dato a Mourinho l’idea di uno scarso coinvolgimento. Peraltro anche quando ha segnato Abraham, che con lui ha un buon rapporto, Karsdorp è tornato verso il centrocampo senza partecipare all’esultanza del gruppo. Il paradosso è che Rick, nei fatti, ha dimostrato di non tirarsi mai indietro: operato al menisco il 17 settembre, è tornato in campo 28 giorni dopo anche se non era al top.

Tensione

Dopo il durissimo rimprovero nello spogliatoio ci sono stati attimi di tensione. Karsdorp non è uno che teme i confronti. Basta ricordare che alla fine di Roma-Napoli andò faccia a faccia contro Irrati, che spinse via dopo che l’arbitro gli aveva involontariamente pestato un piede. Non gli manca la personalità anche per accettare le accuse di un grande allenatore. Ma Mourinho è uscito in fretta per il giro delle interviste: nessuno scontro fisico. Oggi prenderà una decisione, non è sicuro che il terzino finisca fuori rosa, ma la sua avventura in giallorosso è ai titoli di coda. E comunque domenica Karsdorp contro il Torino non giocherà.

Distanza

La rottura parte da lontano: nel derby Karsdorp non ha gradito la sostituzione e ha detto qualcosa a Mourinho, poi è corso negli spogliatoi. Dopo qualche minuto un membro dello staff lo ha convinto a tornare e Karsdorp è risalito e si è seduto in panchina. L’olandese ha avuto atteggiamenti che non sono piaciuti. Anche con Di Francesco aveva avuto problemi, poi Fonseca lo rilanciò. All’inizio con Mourinho tutto bene. Il primo anno anzi Karsdorp ha giocato 51 partite. Ma in questa stagione aveva giù ricevuto un messaggio: «Se Karsdorp gioca male, arrivederci amico, ho Celik», disse Mou. Era dopo Juve-Roma: lo aveva appena sostituito per una incomprensibile distrazione sulla linea laterale.

La replica

L’episodio, che è un preavviso di epurazione, non è piaciuto al procuratore di Karsdorp, Johan Henkes: «Sono sorpreso dal contenuto e dai toni delle dichiarazioni di Mourinho - ha detto alla testata olandese Nos - voglio una spiegazione dal club, anche perché l’allenatore non ha mai fatto il nome di Rick».


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