Mourinho, quante giornate rischia per le frasi su Berardi e Marcenaro

L’allenatore della Roma può andare incontro alla squalifica. Anche Thiago Motta in bilico, ma la sua posizione è meno grave: tutti i dettagli
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Giorgio Marota

«Clima insostenibile». È la frase che da inizio settimana sussurrano più voci in via Campania, a Roma, dove nella stessa sede c’è sia l’Associazione Italiana Arbitri sia la procura della Federcalcio. Gli ufficiali di gara chiedono maggiore rispetto e considerano non tollerabili gli atteggiamenti di alcuni allenatori, i quali lamentano viceversa scarsa personalità e poca attenzione, mentre l’organo inquirente della Figc continua a monitorare con preoccupazione una soglia della tensione tornata ad alzarsi nonostante i tentativi di instaurare un clima di dialogo tra classe arbitrale e club. Gli avvisi di chiusura indagini notificati nelle ultime 48 ore a Mourinho e Motta sono la risposta immediata che la procura federale ha voluto dare alle parole dei due tecnici, le prime pronunciate alla vigilia di Sassuolo-Roma e le altre nell’infuocato post partita di Lecce-Bologna. Mou rischia fino a due giornate di stop. Thiago forse una, ma la sua situazione appare meno grave e potrebbe cavarsela anche con una multa se deciderà di fare mea culpa e patteggiare (non scontato). Lo Special One ha tre giorni di tempo per presentare memorie difensive oppure chiedere di essere ascoltato dal procuratore Chiné, Thiago quattro. Avendo già analizzato i video e altre prove, la procura non ha bisogno di interrogare i due prima di deferirli, ma è un diritto di entrambi spiegare eventualmente cosa volessero dire nei loro sfoghi. Nel frattempo, gli incolpati hanno richiesto gli atti.

Mourinho, le parole 

A entrambi viene contestata la violazione dell’art. 4 del codice di giustizia sportiva, quello che cita lealtà, probità e correttezza, nonché il 37 del regolamento del settore tecnico, che impone agli allenatori di “essere esempio di disciplina” oltre che “ispirare la loro condotta al principio della deontologia professionale”. Per la procura è degno di sanzione il comportamento che porta a dire di un arbitro «non ha la stabilità sufficiente emozionale per una partita di questo livello» (José) o sostenere che «abbiamo lasciato la possibilità al Var e a Nasca di combinare il suo» (Thiago), anche se le frasi non sono offensive e la Roma, ad esempio, difende il suo tecnico parlando di giudizio nei confronti dell’arbitro Marcenaro scevro da qualsiasi accanimento e figlio di una valutazione nel pieno del diritto di critica. Eppure, mai come stavolta, sembra esserci la volontà di dare un segnale; anche alla luce del fatto che la categoria va protetta (c’è una crisi di vocazione spaventosa e gli episodi di violenza fi sica aumentano) e che precedenti sentenze federali hanno stabilito che «gli arbitri rappresentano sui campi di calcio l’istituzione federale». Una frase che fa giurisprudenza.

Le strade

Lunedì Mourinho ha ricevuto l’avviso di conclusione indagini e ieri la letterina è arrivata pure a Bologna. In un’ipotetica bilancia, le parole di José risulterebbero più gravi agli occhi della procura. Per tre ragioni: le parole sulla «stabilità emozionale» sono valutate come premeditate, c’è un’accusa anche nei confronti di Berardi ed esiste una recidività. Al termine di Monza-Roma della passata stagione, Mou giudicò negativamente anche l’operato di Chiffi e il tribunale federale lo punì con due turni di stop. Per quanto riguarda invece Motta, il pugno degli inquirenti potrebbe essere più morbido vista l’assenza di precedenti: in questo caso, le strade di un accordo pre deferimento sono ancora percorribili.


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