Losi, l'assenza della Roma ai funerali e la dignità del figlio Roberto

"Chiedo a tutti i romanisti che ci hanno stretto in questi giorni terribili di onorare la memoria di mio padre come lui avrebbe voluto: centomila voci che incitano la Roma come fossero un cuore solo. Non faccio nessuna polemica, è venuto chi poteva e chi se lo sentiva"
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Xavier Jacobelli

A proposito dell'assenza della società Roma ai funerali di Losi, merita di essere letto parola per parola il post scritto da Roberto, figlio di Giacomo spentosi il 4 febbraio scorso all'età di 88 anni, simbolo assoluto del club capitolino, terzo giocatore con il maggior numero di presenze in giallorosso (471), dopo Totti (786) e De Rossi (616). Dignità nel dolore, amore per la squadra di cui il padre sarà per sempre un simbolo e, proprio per questo, dispiacere per le polemiche che sono nate dopo le esequie.

Losi, la lettera del figlio 

"Leggo e sento con immenso dispiacere delle polemiche che hanno accompagnato l’assenza della società AS Roma ai funerali di mio padre. Nel ricordo dell’immenso amore che ha legato papà a questi colori e a questa città, amore che ha sempre prevaricato i tanti Presidenti “distratti” e le numerose dirigenze “assenti”, chiedo a tutti i romanisti che ci hanno stretto, in questi giorni terribili, nel loro caloroso e fraterno abbraccio, di onorare la memoria di Giacomo Losi così come lui avrebbe voluto: 100.000 voci che incitano la Roma come se fossero un cuore solo. Per me e la mia famiglia, così come ci ha insegnato lui, basta il calore di tutta la sua gente, quel calore che ha sconfitto persino il gelo della morte. Niente potrà mai cancellare quello che c’è stato tra la sua” amante” e lui, niente potrà spezzare mai quel legame indissolubile che lega il Capitano al suo popolo Giallo Rosso. Solo mi dispiace per chi ha perso l’occasione di accompagnare nell’ultimo saluto un pezzo importante di storia di questa squadra, non solo per le vittorie, ma per una fraterna umanità che gli avrebbe fatto bene conoscere, che avrebbe rinsaldato ancora di più quella catena che lega il passato al presente e che rende, comunque, l’appartenenza alla Roma una appartenenza gloriosa e speciale. Non vorrei polemiche in nome di mio padre, vorrei solo che sappiano che ci dispiace che non abbiano potuto vedere cosa vuol dire essere parte di un popolo e non di “un progetto”, ma non che abbiano deciso di lasciare ai soli tifosi il compito di ricordare e di onorare, questa è una scelta giusta perché noi lo sappiamo fare. Er Core de Roma era così grande che avrebbe perdonato anche questo e continuato imperterrito a tifare. Ciao papà e Forza Roma! Daniele mi ha scritto per trasmettermi tutto il suo imbarazzo per la sua assenza. Ma per quanto possa sembrare strano c'è stato evidentemente un deficit di comunicazione all'interno della Roma per cui non era stato avvisato del giorno, del luogo e dell'orario delle esequie".

Losi e le scuse di De Rossi 

Al Corriere dello Sport, Roberto Losi ha dichiarato: "De Rossi si sente comunque molto dispiaciuto per non essersi informato direttamente. Ho trovato le sue scuse sincere, era davvero dispiaciuto. So che rapporto aveva con papà e quanto fossero legati. Avevano un grande legame e questo episodio non sposta niente. Anzi, ci siamo ripromessi di incontrarci presto. Quanto al resto, io non faccio nessuna polemica, è venuto chi poteva e chi se lo sentiva. E come avete scritto voi, papà avrebbe scrollato le spalle e si sarebbe fatto una risata. Per me, la questione è chiusa e finisce qui. Piuttosto ne approfitto per ringraziare ancora tutti quelli che hanno partecipato al nostro dolore. Grazie a nome di tutta la famiglia".


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