Roma, il gesto di Azmoun per restare: cosa è disposto a fare

L'attaccante iraniano si è messo alle spalle tutte le diffidenze fisiche sul suo conto: vuole rimanere in giallorosso
Chiara Zucchelli
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ROMA - In poco tempo, cioè sei mesi e poco più, è diventato un giocatore che ai romanisti piace tanto. In campo e fuori. In poco tempo, anche e soprattutto grazie al lavoro che ha fatto con lo staff medico della Roma (quello del club, nessuna differenza tra Mourinho e De Rossi) Sardar Azmoun si è messo alle spalle tutte le diffidenze fisiche sul suo conto. Era rimasto fuori dalla lista Uefa, adesso non solo ci sta dentro, ma è un giocatore su cui De Rossi conta. Come alternativa a Lukaku, preferito a Belotti, e non solo. Azmoun a Roma sta bene, nella Roma benissimo e per questo, visto che è in prestito secco dal Bayer Leverkusen, è disposto anche a rivedere l'ingaggio qualora la società decidesse di accordarsi con i tedeschi (rapporti ottimi) per il riscatto. I tifosi, che stanno comprando molte più magliette con il numero 17 rispetto al suo arrivo a Roma, un po' ci sperano e lui ci sta mettendo del suo: sorridente, simpatico, legatissimo a Dybala e Paredes, si allena a Trigoria e pure a casa, con lo stesso preparatore dei due argentini.

Azmoun, grazie Roma

Rispetto a molti calciatori, che temono di mostrare gli allenamenti extra per motivi non meglio precisati, Azmoun non solo non si fa problemi, ma evidenzia come per rendere al top non abbia problemi a darsi da fare anche a casa. Non solo: in un'intervista al sito della Roma ha voluto raccontare il suo momento e le prospettive per il futuro. Finora ha giocato 18 partite segnando 2 reti, ma è chiaro che vuole di più: «Sono contento di questo momento, mi sento bene, a mio agio. Ho un buon rapporto con tutti. In questo spogliatoio ci sono campioni del mondo, top player a livello internazionale, eppure nessuno si dà arie particolari. È facile andare d’accordo con questi compagni». Con il Torino ha giocato per la prima volta titolare in un Olimpico gremito, non scontato visto l'orario pomeridiano. Sempre con il sorriso, Azmoun se la cava con una battuta: «Mi sono chiesto che lavoro facessero tutte quelle persone che erano lì allo stadio di lunedì alle 18.30. Ma l’orario alla fine era un dettaglio. Se avessimo giocato alle 8 di mattina, ci sarebbero stati gli stessi tifosi…Scherzi a parte, questa gente qui è incredibile. Hanno sempre riempito lo stadio, in ogni partita, contro qualsiasi avversario. Torino o Inter, non cambia mai nulla. Non ci lasciano mai soli. Possiamo solo ringraziarli e augurarci che non smettano mai, per noi sono fondamentali».

Azmoun, il futuro

E fondamentale è pure il clima che si respira a Trigoria: «La cosa che sorprende di più di De Rossi è che vederlo da fuori, da calciatore, sembrava un vero combattente, che in campo non si risparmiava mai, con grinta. Vederlo tutti i giorni, con i suoi modi gentili, con quel cuore gentile, è bellissimo ed è altrettanto bello averlo come allenatore. Mi piace questo senso di unione con la proprietà, i dirigenti e i tifosi». Anche per questo, soprattutto per questo, non vorrebbe andarsene a fine stagione.


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