Dovbyk in ritardo: Ferguson può cominciare la stagione da titolare della Roma

L’irlandese si è presentato con quattro gol al debutto: Gasperini lo ha lanciato subito perché lo vedeva già prontissimo
Roberto Maida

ROMA - Di destro, di sinistro, di testa. Di forza, di destrezza, di astuzia. Chi segna in tanti modi, quasi tutti i modi possibili, conosce il mestiere. E’ ovviamente presto per esprimere un giudizio attendibile, perché l’estate provoca sbalzi termici e sposta l’attenzione dalla verità, ma Evan Ferguson ha cominciato la sua esperienza alla Roma in modo strabiliante. Quattro reti ai dilettanti dell’Unipomezia, più un assist nel grasso 9-0 finale, di per sé raccontano poco. E’ più importante osservare che il corazziere irlandese, entrato a Trigoria da pochi giorni, abbia impiegato 24 minuti per la tripletta all’esordio assoluto con la nuova maglia. Sembrava conoscere già alla perfezione i meccanismi offensivi che Gasperini sta cercando di trasferire alla squadra. Sembrava molto più di un ultimo arrivato. 

Ferguson in lizza

Per questo l’allenatore, dopo aver schierato «per emergenza» nel primo test Dybala nella posizione di centravanti, lo ha lanciato subito, a differenza dell’altro rinforzo El Aynaoui che è entrato nel secondo tempo. Guidato all’intraprendenza quasi incosciente dei suoi 20 anni, Ferguson era pronto a giocare e a produrre. Aveva l’ansia feroce del cannoniere che non si preoccupa del contesto. Punta la porta e va. A un mese dall’inizio del campionato, delle partite vere, si propone quindi come un candidato autorevole per debuttare in Serie A da titolare. Lo aiutano in questo processo i problemi di Dovbyk, che dopo un anno altalenante ha scelto di indossare la maglia numero 9 ma ancora non si è visto nelle amichevoli a causa dei reiterati problemi fisici.


© RIPRODUZIONE RISERVATATutte le news di Roma

Ferguson day by day

Non c’è niente di definitivo, chiaro. Ed è bene non andare troppo avanti con la fantasia a seguito di un comodo approccio durato 63 minuti contro una squadra di Serie D che aveva pochissimi allenamenti nelle gambe. Eppure nemmeno Massara, che su di lui ha investito 3 milioni per il prestito, si sarebbe aspettato un inizio così incoraggiante. La Roma ha scelto Ferguson nella prospettiva di rilanciarlo, dopo una stagione negativa in Premier tra Brighton e West Ham, senza trascurare la prospettiva: l’estate prossima potrà comunque riscattarlo per 37 milioni, che sono cifre accettabili per i centravanti bravi. 

Roma, le conferme

A prescindere dall’amichevole di oggi a Kaiserslautern, che si gioca a due giorni di distanza dalla precedente, Ferguson è destinato a un ruolo non banale nella Roma di Gasperini. Potrà sostituire Dovbyk, rivelandosi un’alternativa più funzionale e prolifica rispetto a Shomurodov, ma anche affiancarlo in certe partite o in certi momenti di alcune partite: già in passato gli è capitato di giocare da seconda punta. Anche nella nazionale irlandese, della quale è un punto fermo: il ct Hallgrimsson adotta il 4-4-2 in cui lo affianca a Troy Parrott, centravanti dell’Az Alkmaar che a gennaio segnò proprio alla Roma di Ranieri il gol decisivo nel girone di Europa League.


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ROMA - Di destro, di sinistro, di testa. Di forza, di destrezza, di astuzia. Chi segna in tanti modi, quasi tutti i modi possibili, conosce il mestiere. E’ ovviamente presto per esprimere un giudizio attendibile, perché l’estate provoca sbalzi termici e sposta l’attenzione dalla verità, ma Evan Ferguson ha cominciato la sua esperienza alla Roma in modo strabiliante. Quattro reti ai dilettanti dell’Unipomezia, più un assist nel grasso 9-0 finale, di per sé raccontano poco. E’ più importante osservare che il corazziere irlandese, entrato a Trigoria da pochi giorni, abbia impiegato 24 minuti per la tripletta all’esordio assoluto con la nuova maglia. Sembrava conoscere già alla perfezione i meccanismi offensivi che Gasperini sta cercando di trasferire alla squadra. Sembrava molto più di un ultimo arrivato. 

Ferguson in lizza

Per questo l’allenatore, dopo aver schierato «per emergenza» nel primo test Dybala nella posizione di centravanti, lo ha lanciato subito, a differenza dell’altro rinforzo El Aynaoui che è entrato nel secondo tempo. Guidato all’intraprendenza quasi incosciente dei suoi 20 anni, Ferguson era pronto a giocare e a produrre. Aveva l’ansia feroce del cannoniere che non si preoccupa del contesto. Punta la porta e va. A un mese dall’inizio del campionato, delle partite vere, si propone quindi come un candidato autorevole per debuttare in Serie A da titolare. Lo aiutano in questo processo i problemi di Dovbyk, che dopo un anno altalenante ha scelto di indossare la maglia numero 9 ma ancora non si è visto nelle amichevoli a causa dei reiterati problemi fisici.


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