Dovbyk in ritardo: Ferguson può cominciare la stagione da titolare della Roma
ROMA - Di destro, di sinistro, di testa. Di forza, di destrezza, di astuzia. Chi segna in tanti modi, quasi tutti i modi possibili, conosce il mestiere. E’ ovviamente presto per esprimere un giudizio attendibile, perché l’estate provoca sbalzi termici e sposta l’attenzione dalla verità, ma Evan Ferguson ha cominciato la sua esperienza alla Roma in modo strabiliante. Quattro reti ai dilettanti dell’Unipomezia, più un assist nel grasso 9-0 finale, di per sé raccontano poco. E’ più importante osservare che il corazziere irlandese, entrato a Trigoria da pochi giorni, abbia impiegato 24 minuti per la tripletta all’esordio assoluto con la nuova maglia. Sembrava conoscere già alla perfezione i meccanismi offensivi che Gasperini sta cercando di trasferire alla squadra. Sembrava molto più di un ultimo arrivato.
Ferguson in lizza
Per questo l’allenatore, dopo aver schierato «per emergenza» nel primo test Dybala nella posizione di centravanti, lo ha lanciato subito, a differenza dell’altro rinforzo El Aynaoui che è entrato nel secondo tempo. Guidato all’intraprendenza quasi incosciente dei suoi 20 anni, Ferguson era pronto a giocare e a produrre. Aveva l’ansia feroce del cannoniere che non si preoccupa del contesto. Punta la porta e va. A un mese dall’inizio del campionato, delle partite vere, si propone quindi come un candidato autorevole per debuttare in Serie A da titolare. Lo aiutano in questo processo i problemi di Dovbyk, che dopo un anno altalenante ha scelto di indossare la maglia numero 9 ma ancora non si è visto nelle amichevoli a causa dei reiterati problemi fisici.
