Gasperini, il mago dei profitti: ecco quante plusvalenze ha fatto l’Atalanta con lui in panchina© Getty Images

Gasperini, il mago dei profitti: ecco quante plusvalenze ha fatto l’Atalanta con lui in panchina

A Bergamo entrate da record con Mancini e Cristante, costati ai giallorossi 55 milioni
Giorgio Marota
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Sì, dev’essere lui «l’uomo giusto». Ovviamente con la speranza che lo sia pure il momento e che questa storia non venga etichettata, sulla scia di tante altre, come la più classica avventura nella quale due anime gemelle s’incontrano nel tempo sbagliato. Dan Friedkin ha definito così Gian Piero Gasperini nel giorno in cui ha annunciato al mondo di averlo preso, tra l’altro strappandolo alla Juventus che stava cominciando a muoversi per riportarlo a Torino. La definizione è tutt’altro che casuale. L’imprenditore ha scelto Gasp, insieme a Claudio Ranieri, per «le sue tecniche innovative, per la cultura del lavoro e per una straordinaria capacità di valorizzare i giocatori», come ha fatto scrivere nel comunicato pubblicato dalla società. Quest’ultimo aspetto, la valorizzazione, è centrale nel piano triennale che tecnico e proprietà hanno deciso di intraprendere insieme. «Siamo allineati», ha ribadito recentemente l’allenatore.

Il progetto a Roma e la valorizzazione dei giocatori

«Quando ci siamo parlati la prima volta il progetto che mi avevano esposto era rivolto verso la direzione del lavorare sulla valorizzazione dei giovani - aveva spiegato Gasperini a inizio agosto - Facendo un altro tipo di mercato vai su altri giocatori con un’età maggiore che però hanno costi più alti e possono portare svantaggi a lungo termine. Proprio la voglia di puntare sui giovani è stata la molla che mi ha spinto a dire che se fossi riuscito a fare questo lavoro anche a Roma sarebbe stato straordinario». El Aynaoui, Ghilardi, Ziolkowski e Wesley, tutti under 24, dimostrano nel concreto perché Gasp allena la Roma: qui può plasmare a propria immagine e somiglianza talenti puri ma non ancora esplosi e incrementare il loro valore grazie al lavoro sul campo, offrendo alla società l’assist per realizzare quelle plusvalenze necessarie non soltanto a rispettare il settlement agreement dell’Uefa ma pure a guardare al futuro in una prospettiva di sostenibilità. Questo non significa che la Roma smetterà di essere competitiva, anzi. Seguendo questo modello l’Atalanta dal 2018-19 è andata cinque volte in Champions, ha vinto un’Europa League e ha giocando altre quattro finali. 

Le super plusvalenze all'Atalanta

In questo lungo percorso, la Dea ha completato un numero altissimo di plusvalenze, acquistando a poco e cedendo a molto. I 20 affari più convenienti dell’era Gasp a Bergamo hanno portato nelle casse del sodalizio di Percassi circa 460 milioni di plusvalore, dai 4,8 di Freuler (pagato 3,5 e venduto a 8,3) ai 56,8 di Hojlund, che l’Atalanta prelevò dallo Sturm Graz per 21 milioni e salutò incassando dal Manchester United un assegno da 77,8, senza dimenticare Koopmeiners (+44,4), Kulusevski (+39), Romero (+33,6) e Bastoni (+31,1), solo per citarne alcuni. Cristante e Mancini, che hanno compiuto il percorso da Bergamo a Roma a un anno di distanza l’uno dall’altro (2018 il primo, 2019 il secondo), ha fatto realizzare ai nerazzurri una plusvalenza complessiva da 43,2 milioni, con i giallorossi che ne hanno investiti circa 55 per i due cartellini. Altre spese in un’altra epoca. Oggi la Roma ragiona all’inverso, alla maniera di Gasp. 


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