Pellegrini emoziona tutti in diretta tv dopo Lazio-Roma: "La vita è imprevedibile, dovevo andare via e invece..."
"Io penso che al di là di tutti i ragionamenti e le parole che uno può dire c’è una costante: è che io amo la Roma". Lorenzo Pellegrini è il volto della felicità al termine di Lazio-Roma, derby valido per la quarta giornata di Serie A, decisa dal suo gol al 38'. In diretta su Dazn il centrocampista dei giallorossi ha spiegato: "Da quando sto qui, fino a quando avrò questa maglietta addosso, non ci sarà mai un momento in cui Lorenzo potrà dare qualcosa di meno. Non so cosa succederà in futuro perché la vita è imprevedibile, basta guardare quello che è successo, ero magari a un passo da andare, non si sapeva come sarei tornato dall’infortunio e oggi torno dall’inizio in un derby e faccio il gol vittoria. Il calcio è imprevedibile, è bello per questo, e io me lo vivo fino alla fine con la maglietta che ho addosso. Mi manca fare un gol sotto la Curva Sud perché vorrei continuare la corsa e andare a esultare con la mia gente. A parte gli scherzi va bene: sotto la Sud, sotto la Nord, pure sotto la Tevere se ci mettono la porta!"
Lazio-Roma, Pellegrini: "Nel bacio verso la Curva Sud c'era tanto, c'è tanto"
Pellegrini ha poi aggiunto: "Cosa c’era in quel bacio verso la Curva Sud? C’era, c’è tanto. Mi sono un po’ commosso dopo il gol perché Mancini lo sa, magari non tutti lo sanno, da quando mi sono fatto male le persone che mi sono vicine sanno quanto ci tenevo a tornare. A tornare bene. Se oggi sono riuscito a tornare in campo dall’inizio, a vincere questo derby per la nostra gente, per la mia famiglia, di cui fa parte Mancini, e tutte le persone che mi sostengono e che mi vogliono bene e che mi sono state vicine in questo momento difficile ma di volontà".
Pellegrini: "Orgoglioso di essere uno dei capitani della Roma"
"So che i tifosi mi vogliono bene e io voglio bene a loro. Al di là di tutto penso che questa squadra può ancora tanto, tanto, migliorare perché ci ha un sacco di persone e di uomini con personalità, che tangono tantissimo alla Roma. Mi sento orgoglioso di essere uno dei capitani, uno dei responsabili di questo: di trasmettere questa passione che c’è, che manda avanti la Roma, quella dei nostri tifosi; a chi arriva, a chi viene e magari non ha ancora capito dov’è. E in questo c’è anche Mancini che non è un mio compagno di squadra, ma un fratello. Un fratello di sangue diverso, ma un fratello: un grande fratello!".