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Gasperini al contrario: ora massimizza l’1-0

È più che evidente come l'ex Atalanta stia mostrando l’altra faccia della sua idea di calcio: allo specchio forse nemmeno lui si riconosce
Ugo Trani
Ugo Trani

3 min

Pubblicato il 22.09.2025, 09:06

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I numeri, al momento, hanno la priorità sui comportamenti per la Roma di questo inizio di stagione. E leggendoli, prima ancora di analizzarli in ogni match dei quattro fin qui giocati, è più che evidente come Gasperini stia mostrando l’altra faccia della sua idea di calcio. Allo specchio forse nemmeno lui si riconosce. Non somiglia all’allenatore che, in panchina con l’Atalanta, ha seminato - e per nove stagioni, quindi con continuità - gol in casa e in trasferta. La traccia è sempre stata divertente e spavalda. E con l’input inequivocabile: segnare a raffica per tutelarsi dai rischi, spesso conseguenza del suo gioco propositivo e spettacolare. Gian Piero avrebbe voluto fare lo stesso nell’avventura in giallorosso. Non è stato possibile e ne ha subito preso atto. Eccole le cifre che sintetizzando il suo nuovo percorso, andando quasi in contromano rispetto al passato. Gasp conta fino a tre. E si ferma. Non ha avuto fin qui la necessità di andare oltre. Sono tre i gol, prodotto inedito e misero guardando al dna che di solito trasmette ai sui giocatori. Tre reti e tre vittorie, sempre con lo stesso punteggio: 1-0. Svilar che in tre partite su quattro rimane imbattuto, arricchendo la striscia entusiasmante della scorsa stagione. Tre gol per nove punti - su dodici a disposizione - per prendere quota in classifica, “costretto” ad accontentarsi della media di meno di una rete a partita.

Roma, Gasperini ottiene il massimo con il minimo

Gasperini porge, insomma, l’altra guancia. Senza cadere, però. E’ successo solo contro il Torino all’Olimpico. Fa centro Simeone, unico avversario a lasciare il segno in quattro gare dal via in campionato. Gian Piero, dunque, ottiene il massimo con il minimo. Va all’incasso, ma non come vorrebbe. La Roma è spietata. A lui, però, non basta. Nonostante l’unico gol subito, non si sente al sicuro. Non vede la solidità del sistema di gioco, pure se il risultato in tre casi - contro il Bologna, a Pisa e nel derby - dice il contrario. Dopo la vittoria contro la Lazio, si è lamentato per le occasioni lasciate agli avversari. E le vorrebbe, invece, dai suoi giocatori per chiudere in anticipo il match, dai due centravanti, Ferguson e Dovbyk, ancora a digiuno nel torneo. Gasp ha poi svelato il suo obiettivo: allargare la rosa, accelerando l’inserimento di altri giocatori. Vuole avere più scelta, quella che non ha ricevuto dal mercato. Così sta lavorando su Pellegrini, Rensch, Baldanzi, Pisilli, El Aynaoui e Dovbyk. Cerca altre soluzioni offensive. Ma intanto va a dama al suo primo derby nella Capitale. Non aveva mai vinto al debutto. Ko con l’Inter e pari con il Genoa.

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