Roma, c'è un dato ricorrente che preoccupa: Gasperini è al primo bivio

Da Haraldsson per il Lille a Adu del Plzen, passando per Kean e Bonny: nelle ultime quattro partite i giallorossi sono sempre andati in svantaggio nei primi 20'
Daniele Liberati
4 min

Diceva il filosofo Manlio Sgalambro, i numeri non si possono amare. Soprattutto quelli negativi, potrebbe aggiungere Gian Piero Gasperini analizzando i dati più recenti della Roma. La sua prima ottobrata romanista sta per concludersi in maniera deludente, al di sotto delle aspettative forse un po' sopravvalutate dall'ottima partenza stagionale. Tre sconfitte (contro Lille, Inter e Viktoria Plzen) nelle ultime quattro partite confermano che la metamorfosi gasperiniana, iniziata in estate e ancora in corso, passa anche per un'instabilità di risultati inevitabile.

Tutte le false partenze della Roma

Dietro la strigliata da leader, le parole di Dybala a fine serata ("Siamo entrati mosci. Brutto dirlo perché ci alleniamo tanto e vediamo tanti video. Ci diciamo le cose, ma ultimamente non le stiamo facendo") sottolineano una nuova tendenza preoccupante nell'approccio su cui i giallorossi devono lavorare in profondità. Il gol preso contro il Plzen è infatti solo l'ultimo di una serie di reti subite nel primo tempo. Nelle ultime quattro partite giocate tra campionato e coppa, la Roma è sempre andata in svantaggio per prima e sempre nei primi 20'. Da Haraldsson per il Lille a Adu di ieri, passando per Kean e Bonny, è un dato che ormai non può essere più derubricato a casualità.

Senza attacco non si va lontano

La replica di Gasperini a Dybala ("Non mi rivedo nelle sue parole, la squadra ha lottato fino alla fine e ha cercato di fare gol. Moscia nelle conclusioni, quello sì, c'è tanta gente che non segna da tanto tempo e bisogna farsi un esame di coscienza e chiedersi come mai") sembra solo un modo per spostare l'attenzione sull'altro problema strutturale della squadra, ovvero la grande difficoltà in zona gol. Soltanto dieci reti segnate, tre delle quali portate da Dovbyk, Ferguson e dallo stesso argentino: cifre allo stesso tempo allarmanti e sconfortanti. Gasperini ha parlato anche recentemente di comfort zone ("Ho sempre detto che i principi restano gli stessi, bisogna semplicemente rispettare le caratteristiche dei giocatori. Non trovo grandi differenze nel mio modo di allenare, di lavorare e di interpretare le partite") ed è troppo presto per emettere sentenze su alcuni giocatori che sembrano non avere le caratteristiche per il suo gioco. Al tecnico va dato da parte del club tutto l'appoggio possibile e almeno un'altra estate di mercato (questa volta più consapevole e meno restrittiva), ma è anche vero che il calcio va sempre di fretta e il campo resta il giudice sovrano. Gasperini ha un approccio e una mentalità molto diversa da Ranieri (difficilmente si rivedrà Soulé da quinto), ma deve trovare soluzioni rapide (l'inserimento di Bailey può aiutare) per uscire indenne da questo primo bivio.

 


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