Roma, la difesa è la migliore d’Europa: e con questo Wesley…
La Roma torna dalla sfida contro il Sassuolo con tre punti che confermano una verità assoluta: il miglior attacco della squadra giallorossa è la sua difesa. Perché anche al Mapei Stadium la porta di Svilar è rimasta inviolata. Restano, dunque, tre i gol incassati in otto giornate di Serie A. Nessuno ha fatto meglio in Italia e in Europa. Solo l’Arsenal (3 gol in Premier League) e il Bayern Monaco (4 gol in Bundesliga) tengono il passo della banda di Gasperini. Dopo le incertezze mostrate in Europa League contro il Viktoria Plzen, la trasferta in Emilia ha restituito una Roma solida, compatta e impenetrabile. Nell'almanacco entra un altro clean sheet per nulla casuale, figlio di una struttura difensiva tornata a brillare come prima e più di prima.
Roma, Wesley il simbolo della solidità
L'uomo simbolo di questa solidità è Wesley. Il terzino brasiliano si fa notare ovunque: in contenimento è un muro, in attacco una freccia. A Reggio Emilia ha avuto due occasioni d’oro per segnare, ma il gol non è arrivato. Dietro, però, non ha sbagliato un intervento. L'unico neo? L'uno contro uno perso con l'ex Volpato quasi sulla trequarti. Per il resto letture, anticipi, recuperi: sembrava un motorino modificato sulla fascia destra. Archiviato il doppio esperimento sulla corsia sinistra, Wesley è tornato a giocare nel suo ruolo naturale sfruttando il momento sì. E poi c'è lui, il solito faro: Mancini. Cattivo al punto giusto, preciso nei tempi. Non concede nulla, nemmeno un centimetro. Con le buone o con le cattive. È il capitano senza fascia che detta i tempi del reparto, con la grinta di chi sa che ogni palla è fondamentale. N’Dicka, invece, è il riassunto dello strapotere fisico che fa la differenza. Il recupero su Berardi ha innescato l’azione che ha portato al gol di Dybala. L'ivoriano non è solo forza: è intelligenza tattica, posizionamento, capacità di vedere il futuro.
Roma, i gregari Celik e Hermoso
Sono meno appariscenti, ma portano a casa il risultato. Celik ha dalla sua la velocità e la duttilità: elementi preziosi in un reparto fluido, che funziona a prescindere dagli interpreti. Il turco è il jolly che serve come il pane in partite fisiche e dispendiose come quella di Reggio Emilia. Infine c'è Hermoso, forse l’anello più fragile della catena. Ha svolto il compitino senza troppe sbavature, escludendo un paio di falli evitabili. Non brilla, non è rapido nello stretto, ma non affonda, forte del suo curriculum forgiato nell'Atletico Madrid di Simeone. E in una difesa che gira, anche questo può bastare.
Roma, il segreto di questa Roma è la difesa
La Roma crea, ma fatica sotto porta. Tante occasioni create, troppe sprecate. Ma dietro si può stare tranquilli, in attesa di rivedere Ziolkowski e magari Ghilardi che ancora deve esordire. Tre gol subiti in questo avvio di campionato, comunque, sono la fotografia di un reparto che somiglia a un bunker. E in un calcio dove si segna sempre di più, avere una difesa così è un lusso. Anzi, è l'arma definitiva. In altre parole il vero segreto di questa Roma che guarda (quasi) tutti dall’alto in basso.
