Malen senza freni con la Roma: il suo futuro è già scritto
C’è un prima e un dopo. Un prima fatto di occasioni sprecate, di un reparto offensivo sterile, aggrappato solo alla vena di un ragazzo come Soulé - peraltro alle prese con la pubalgia - e un dopo che porta un nome e un cognome: Donny Malen. Il bomber del cambiamento.
Al top
Cinque gol nelle sue prime cinque partite in giallorosso. Un impatto devastante, quasi irreale per immediatezza e peso specifico. Da quando è sbarcato nella Capitale soltanto Kane ha fatto meglio con il Bayern Monaco (6 gol). Numeri che non sono soltanto statistiche, ma una dichiarazione di intenti: Malen è arrivato per spostare gli equilibri. E lo sta facendo. Non è solo una questione di reti. È una questione di presenza, di mentalità, di personalità: e si è visto domenica sera a Napoli. È tra i migliori in Europa nelle ultime cinque partite per tiri totali (25) e tiri in porta (10). È al top anche per tocchi (134) e tocchi in area (51). Tradotto: è sempre dentro il gioco, sempre dentro l’azione, sempre dentro la partita. Un attaccante che non aspetta il pallone, ma lo cerca, lo pretende, lo difende. E quando lo trova, colpisce.
Essenziale
La sua energia ha rivitalizzato un reparto che sembrava vivere di fiammate isolate. Oggi la Roma ha un riferimento, un terminale offensivo credibile, una minaccia costante che obbliga le difese avversarie a cambiare spartito. E non è un caso se, contro il Napoli, Gasperini a un certo punto sia stato costretto a toglierlo. «Non ha i novanta minuti nelle gambe», ha spiegato a fine gara il tecnico, consapevole di avere tra le mani un patrimonio da proteggere. Perché il timore di uno stop c’è, ed è inevitabile: quando hai un giocatore così determinante, ogni contrasto fa trattenere il fiato. Gasperini non si è nascosto. Anzi, ha scelto la via della sincerità: «Con Malen dall’inizio del campionato la Roma avrebbe molti più punti». Una frase che pesa come un macigno e che racconta meglio di qualsiasi analisi l’impatto dell’olandese. Il bomber mancato nella prima parte di stagione. L’uomo che, arrivato in inverno, ha dato una sterzata netta alla corsa della Roma.
Omen
Adesso l’obiettivo Champions non è un miraggio, ma una prospettiva concreta. La squadra ha ritrovato fiducia, ritmo, convinzione. E soprattutto gol. Perché nel calcio moderno puoi avere idee, organizzazione e coraggio, ma senza chi la mette dentro resti incompiuto. Malen, invece, completa. Rifinisce. Decide. La formula dell’operazione racconta un altro capitolo di questa storia: prestito per due milioni, obbligo di riscatto fissato a 25 milioni condizionato alla qualificazione alla Champions o all’Europa League e al raggiungimento di almeno il 50% delle partite in calendario. Ma, al netto di clamorosi colpi di scena legati a pesanti infortuni, il riscatto è virtualmente già in cassaforte. Perché Gasperini è innamorato del giocatore. Perché Malen ha convinto tutti. Perché Massara è esaltato da una trattativa chiusa in inverno e capace di cambiare il futuro della Roma. Non è soltanto un acquisto. È un segnale. Un cambio di passo. Un’idea di squadra che prende ulteriormente forma attorno a un attaccante totale, moderno, feroce sotto porta e generoso nel lavoro sporco. Insomma, Malen omen. Un segno, un augurio, un presagio.
