Calciomercato Roma, perché il riscatto di Malen è solo una formalità: Gasperini senza attaccanti si aggrappa a lui

L'olandese è l'unica punta rimasta a disposizione del tecnico. Sarà decisivo per la corsa Champions e per l'Europa League
Jacopo Aliprandi
4 min

Il sorriso non gli manca mai. E come potrebbe, del resto, con sei gol nelle prime sette partite in giallorosso. Ma dietro quel sorriso c’è già il peso di una responsabilità enorme. Perché adesso, per la Roma, Donyell Malen non è soltanto un attaccante in stato di grazia: è diventato una presenza irrinunciabile. Una certezza alla quale aggrapparsi.Il centravanti olandese si trova davanti a un finale di stagione che promette di chiedergli gli straordinari. Quelli che esaltano i grandi attaccanti, quelli che costruiscono i protagonisti. Ma anche quelli che rischiano di consumare energie, soprattutto quando il calendario corre tra campionato ed Europa League senza concedere respiro. Perché la situazione nel ruolo di punta, a Trigoria, resta sportivamente drammatica. Il centravanti è Malen, dietro di lui il vuoto. Gli infortuni hanno svuotato il reparto: Dybala (fuori un mese e mezzo), Ferguson (stagione finita) e Dovbyk (torna tra un mese) sono ai box. E così l’olandese resta l’unico riferimento offensivo vero. Alle sue spalle c’è il talento acerbo di Robinio Vaz, baby attaccante da poco entrato nel mondo romanista. Ha diciannove anni, entusiasmo e prospettiva, ma anche tutto il tempo necessario per crescere. Non ha ancora giocato titolare e deve entrare pienamente nei meccanismi del Fulvio Bernardini.

Indispensabile

E allora Gasp studia le contromisure. Gestione negli allenamenti, lavoro mirato per evitare sovraccarichi e, inevitabilmente, anche un pizzico di scaramanzia. Perché oggi Malen è il giocatore più importante della rosa. I numeri raccontano una storia chiarissima. In appena sette partite ha già eguagliato lo score del miglior marcatore stagionale della Roma, Soulé, fermo a quota sei. Ma non è solo una questione di gol. Dal suo debutto è primo in Serie A per tiri totali (36), per tiri in porta (13), per conclusioni dentro l’area (31, di cui 13 nello specchio), per tocchi in area (70) e per expected goals (5,48). Tradotto: Malen non si limita a segnare. Crea pericolo costantemente, attacca la profondità, occupa l’area, costringe le difese a vivere in apnea.

Il presente e il futuro

Non a caso la Serie A lo ha eletto miglior giocatore del mese di febbraio, riconoscimento che ritirerà all’Olimpico prima della sfida contro il Lecce. La speranza di Gasp, della squadra e dei tifosi è semplice: che nel frattempo il suo bottino nelle trasferte con Genoa, Bologna e Como sia diventato ancora più ricco. Perché la Roma oggi corre dietro alla Champions seguendo la scia dei suoi gol. E mentre Malen continua a segnare, prende forma anche il suo futuro in giallorosso. Il riscatto obbligatorio da 25 milioni (con la Champions o l’Europa League) sembra già scritto. Anche al di là del quarto posto. Perché la valutazione che accompagnava il suo arrivo dall’Aston Villa è già cresciuta grazie all’impatto devastante in giallorosso. E se un domani la Roma dovesse persino pensare a una cessione, potrebbe ricavare almeno una decina di milioni in più rispetto alla cifra del riscatto. Insomma, in un momento in cui l’attacco romanista vive tra emergenze e certezze ridotte all’osso, una cosa è chiara: Malen vale oro. Per i suoi gol. Per i suoi numeri. E per quella solitudine da bomber che oggi pesa sulle sue spalle ma illumina il cammino della Roma.

 

 

 


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