© ANSA Roma, miniera d’oro dei ricavi: la strategia del club per sventare addii dolorosi
ROMA - Mettiamola così: Gasperini, archistar di progetti costruiti a basso costo, è stato preso dalla Roma per creare le famose “condizioni eventuali”. Nello specifico, per fare in modo che tramite il suo lavoro di accrescimento del valore tecnico dei calciatori si creassero gli elementi per realizzare delle plusvalenze su qualche big se - e solo se - si rivelassero necessarie in ottica fair play finanziario. La stagione di lacrime e sangue che Ranieri prospettava prima di lasciare il timone a Gasperini non è ancora finita. Gli oltre 70 milioni messi sul piatto in inverno, tra acquisti a titolo definitivo e promesse di riscatto, non ingannino: i Friedkin, oltre ad aver investito nel club più di 1 miliardo dall’estate del 2020, continuano a seguire la stella polare della sostenibilità. Così hanno messo le cose in chiaro con gli uomini che lavorano a Trigoria: l’innalzamento dei ricavi è necessario per tenere i conti in regola, rispettare i parametri Uefa e quindi evitare delle dolorose cessioni. In qualsiasi caso, Dan si è premunito ingaggiando un allenatore specializzato nel portare gli atleti a un livello tecnico superiore rispetto a quello di partenza. Gasp il talento prima lo plasma, poi lo forgia e dopo lo lancia. Ne sono la dimostrazione concreta i 460 milioni di plusvalore generati dai 20 affari in uscita più consistenti della sua avventura a Bergamo.
