Roma, miniera d’oro dei ricavi: la strategia del club per sventare addii dolorosi© ANSA

Roma, miniera d’oro dei ricavi: la strategia del club per sventare addii dolorosi

Le strade per evitare cessioni importanti sono molteplici e il club sta provando a batterle tutte: i dettagli
Giorgio Marota

ROMA - Mettiamola così: Gasperini, archistar di progetti costruiti a basso costo, è stato preso dalla Roma per creare le famose “condizioni eventuali”. Nello specifico, per fare in modo che tramite il suo lavoro di accrescimento del valore tecnico dei calciatori si creassero gli elementi per realizzare delle plusvalenze su qualche big se - e solo se - si rivelassero necessarie in ottica fair play finanziario. La stagione di lacrime e sangue che Ranieri prospettava prima di lasciare il timone a Gasperini non è ancora finita. Gli oltre 70 milioni messi sul piatto in inverno, tra acquisti a titolo definitivo e promesse di riscatto, non ingannino: i Friedkin, oltre ad aver investito nel club più di 1 miliardo dall’estate del 2020, continuano a seguire la stella polare della sostenibilità. Così hanno messo le cose in chiaro con gli uomini che lavorano a Trigoria: l’innalzamento dei ricavi è necessario per tenere i conti in regola, rispettare i parametri Uefa e quindi evitare delle dolorose cessioni. In qualsiasi caso, Dan si è premunito ingaggiando un allenatore specializzato nel portare gli atleti a un livello tecnico superiore rispetto a quello di partenza. Gasp il talento prima lo plasma, poi lo forgia e dopo lo lancia. Ne sono la dimostrazione concreta i 460 milioni di plusvalore generati dai 20 affari in uscita più consistenti della sua avventura a Bergamo.

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Roma, il tesoretto

Le strade per incrementare i ricavi sono molteplici e la Roma sta provando a batterle tutte. La prima è quella degli sponsor. Dopodomani verrà annunciato il nuovo marchio sulla parte frontale della divisa, Eurobet.live: varrà circa 13 milioni a stagione, una cifra in linea con quella che il precedente sponsor, Riyadh Season (25 in 2 anni), ha garantito fino alla fine del 2024-25. A questo tesoretto vanno aggiunti i 3 milioni annuali dell’accordo con Wizz Air, da metà dicembre sulle maniche dei calciatori. I loghi sulle maglie, insieme, finiranno per valere un patrimonio. Ancor più consistente è l’assegno che l’Uefa stacca in caso di qualificazione in Champions, l’altro obiettivo inseguito per ragioni tecniche e ovviamente di bilancio. La Roma ha frequentato la competizione regina l’ultima volta nel 2018-19 e anche se in questi anni ha fatto strada nelle altre coppe fino a diventare la miglior italiana per ranking, o la migliore dietro l’Inter, nulla vale più del bottino che si può accumulare percorrendo il sentiero maestro. Altri 35-40 milioni potranno infatti arrivare con un piazzamento in uno dei primi 4 posti, senza dimenticare le risorse di questa Europa League. In caso di passaggio del turno contro il Bologna, tra bonus, risultati, diritti tv e premi per i vari passaggi del turno la Roma arriverebbe a incassare almeno 25 milioni. Un anno fa, salutando il torneo agli ottavi, il conteggio si fermò a 22,6. Ci sono poi quei ricavi legati alle emozioni più che ai risultati e riguardano lo stadio Olimpico. Andando avanti con questi numeri, sempre prossimi o superiori ai 60 mila spettatori per gara, la società di Friedkin può sfondare la soglia dei 50 milioni al botteghino in una singola stagione. Dalla scrivania al campo fino agli spalti: ballano circa 130 milioni, soldi che renderebbero la Roma più forte anche sul mercato

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ROMA - Mettiamola così: Gasperini, archistar di progetti costruiti a basso costo, è stato preso dalla Roma per creare le famose “condizioni eventuali”. Nello specifico, per fare in modo che tramite il suo lavoro di accrescimento del valore tecnico dei calciatori si creassero gli elementi per realizzare delle plusvalenze su qualche big se - e solo se - si rivelassero necessarie in ottica fair play finanziario. La stagione di lacrime e sangue che Ranieri prospettava prima di lasciare il timone a Gasperini non è ancora finita. Gli oltre 70 milioni messi sul piatto in inverno, tra acquisti a titolo definitivo e promesse di riscatto, non ingannino: i Friedkin, oltre ad aver investito nel club più di 1 miliardo dall’estate del 2020, continuano a seguire la stella polare della sostenibilità. Così hanno messo le cose in chiaro con gli uomini che lavorano a Trigoria: l’innalzamento dei ricavi è necessario per tenere i conti in regola, rispettare i parametri Uefa e quindi evitare delle dolorose cessioni. In qualsiasi caso, Dan si è premunito ingaggiando un allenatore specializzato nel portare gli atleti a un livello tecnico superiore rispetto a quello di partenza. Gasp il talento prima lo plasma, poi lo forgia e dopo lo lancia. Ne sono la dimostrazione concreta i 460 milioni di plusvalore generati dai 20 affari in uscita più consistenti della sua avventura a Bergamo.

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