Dalla camera iperbarica al pilates: come Soulé ha sconfitto la pubalgia in 50 giorni
Casa Soulé sembra il Kennedy Space Center tra capsule, macchinari e marchingegni vari. Seguendo l’orbita della Joyita, metti Casal Palocco sul navigatore - Roma Sud, non troppo distante da Trigoria - e lui ti porta a Cape Canaveral. Gli attrezzi del mestiere li ha portati el Señor Claudio Viggiano, preparatore personale e fisioterapista, pure lui argentino: glieli ha fatti recapitare in salotto nel momento in cui ha preso di petto la pubalgia del suo assistito. La sindrome che continua a causare dolore all’interno coscia del calciatore, infiammando il suo inguine, va combattuta anche con la tecnologia. Non basta la palestra, non è sufficiente mettere massa muscolare: la forza, come si dice, è nulla senza il controllo. Così nella dimora di Soulé si possono trovare una camera iperbarica che gli permette di ossigenare i tessuti danneggiati e combattere le infezioni batteriche, ma anche una pompa diamagnetica, necessaria per ridurre l’edema osseo al pube. Il problema che da novembre non gli dà tregua e che negli ultimi 50 giorni lo ha costretto ai box è proprio in quella zona, dove c’è un accumulo anomalo di liquidi. Il dolore intenso e i movimenti limitati sono state le conseguenze dei denti stretti pur di scendere comunque in campo e aiutare la Roma.
Il percorso di Soulè
Soulé giocava e rigiocava sopra il tormento, ma non poteva più proseguire a dosi di antinfiammatori. Dopo il secondo tempo di Napoli, il 15 febbraio, s’è dovuto fermare. A Pasqua i giallorossi potranno riabbracciarlo: contro l’Inter, dal primo minuto o in corsa, la squadra ritroverà la verve del calciatore offensivamente più incisivo della stagione con 7 gol e 7 assist. Oggi siamo in grado di svelare il mese e mezzo di lavoro lontano dai riflettori che ha coinvolto l’atleta e il suo preparatore, in sinergia con lo staff medico del club. Il percorso si è sempre diviso in due parti: le sedute con i fisioterapisti giallorossi e quelle a domicilio. Il lettino, la piscina e la palestra del Fulvio Bernardini, poi un’ora al giorno di camera iperbarica, un’altra di pompa diamagnetica e 30-40 minuti di terapie manuali, senza dimenticare il pilates all’Oto Palocco e gli esercizi di posturale. Il totale fa 6-7 ore: un impiego fisico a tempo pieno.
