Pagina 2 | Il piano di Gasperini per battere l'Inter: la mossa a sorpresa in attacco

Un attaccante in più per aggredire Chivu e giocarla alla pari: il tecnico lavora anche sulla testa dei suoi

Giocare a briglie sciolte, pensando soprattutto a cosa si può fare per alzare l’asticella e riducendo le preoccupazioni alla sola attenzione tattica. È possibile contro l’Inter? Sì, almeno nella visione che Gasperini ha di queste partite. «Giocarle dev’essere un piacere, non un assillo», è il suo manifesto. Così da giorni sta preparando la supersfida di San Siro anche sul piano delle motivazioni. Non che ne servano ulteriori rispetto a quelle che la gara già genera di suo, considerato il blasone dell’avversario e il momento catartico della stagione, ma per non farsi risucchiare dalla paura di perdere un altro scontro diretto (1 vittoria, 3 pareggi e 6 ko fin qui) serve comunque una scossa. Una terapia d’urto che passa, inevitabilmente, dalle scelte tecniche. Forse è per questa ragione che nella mente dell’allenatore comincia a prendere forma la possibilità di schierare una squadra più offensiva del previsto, con un centrocampista in meno e un attaccante in più. Il grande dubbio della vigilia è proprio sull’assetto, un questito che poi si porta dietro quello sugli uomini: meglio il 3-5-2 con El Aynaoui accanto a Cristante e Pisilli, oppure l’utilizzo di Soulé dall’inizio per spaventare una squadra, quella di Chivu, che sarà pure in vetta con il miglior attacco del torneo (66 reti) ma che ultimanente ha vacillato? Se la partita si giocasse oggi, e non domani, Gasp propenderebbe per la seconda opzione e sceglierebbe quindi il menù “alla Soulé”. La rifinitura e la riunione tattica del giorno gara, come sempre, scioglieranno le ultime riserve.

 

Il ritorno di Soulè

L’argentino, comunque, è pronto per giocare dall’inizio. Matias manca dal 15 febbraio a causa della pubalgia, da una decina di giorni però si allena bene e soprattutto senza intoppi avendo iniziato a capire come gestire il dolore che lo accompagna da novembre; è stato il mattatore giallorosso con 7 gol e 7 assist prima che a Trigoria sbarcasse l’alieno Malen. Tutti e due dall’inizio Gasp li ha potuti utilizzare solo tre volte. Ma l’intesa che ha potuto osservare in questi giorni al Fulvio Bernardini gli suggerirebbe di ritentare la mossa, aggiungendo come ingrediente l’equilibrio prezioso di Lorenzo Pellegrini, al quale comunque si possono chiedere compiti difensivi vista la sua natura da centrocampista. Senza l’infortunato Koné, così il tecnico avrebbe almeno un cambio in mediana, El Aynaoui appunto. La formula più difensiva, viceversa, limiterebbe anche le scelte in corsa, obbligando l’allenatore a schierare i tre centrocampisti disponibili tutti dal primo minuto. Più attacco, in qualsiasi caso, non significherà meno pressing: chi giocherà davanti dovrà creare gioco ma anche condizionare quello degli avversari, sacrificandosi per la causa.


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Roma, alla ricerca del coraggio

La Roma non può perdere altro terreno dalla zona Champions e se a Pasquetta il Como dovesse fare tre punti anche a Udine, il rischio per i giallorossi è allontanarsi dal quarto posto con qualsiasi risultato diverso da una vittoria. Così il tecnico sta cercando di infondere fiducia. La San Siro nerazzurra, tra l’altro, ha visto soccombere Gasp negli ultimi cinque confronti alla guida dell’Atalanta e per lui resta una sorta di maleficio dopo lo sfortunato avvio del 2011-12 che gli costò proprio la panchina dell’Inter. Solo due volte scese in campo da padrone di casa al Meazza e una di queste fu proprio contro la Roma. Finì 0-0, un risultato per cui oggi non firmerebbe.

 


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