Gasperini e la domanda sul futuro: "Sarà ancora l'allenatore della Roma a luglio?". Lui sorride e risponde così...
La domanda è secca: "Il primo luglio sarà ancora l'allenatore della Roma?". Gian Piero Gasperini ride. E con onestà risponde: "Me lo auguro, non devo essere soddisfatto io, ma tutte le componenti. Intanto giochiamo con l'Inter". Già, l'Inter. Domani sera al Meazza c'è tanto in ballo: "Non è decisiva, ma molto importante", dice il tecnico della Roma. C'è la Champions in ballo per la Roma e lo scudetto per l'Inter. In mezzo, il flop della Nazionale e tanti giocatori, da una parte e dall'altra, usciti a pezzi dalla sosta: "Questi sono professionisti che si caleranno immediatamente nel campionato. La loro forza è che guardano sempre avanti". Alla Champions, appunto: "Una volta il quarto posto non interessava, oggi è fondamentale solo per gli obiettivi economici della società". Quali? Gasp è chiaro: "Tutto parte dalla squadra, se funziona quella funziona tutto il resto. Non credo che questo gruppo bello, solido e compatto, vada smantellato, ma integrato".
Gasperini e la difesa della "banda del sesto posto"
Gasperini ha un sassolino da togliersi dalla scarpa e lo fa bene: a Roma si (s)parla tanto di Pellegrini, Mancini, Cristante e quei calciatori che sono a Trigoria da anni e, in campionato, hanno sempre ballato tra il quinto e il sesto posto. Sui social li appellano come "la banda del sesto posto" e a Gasperini tutto questo non piace: "Senza di loro forse il posto sarebbe stato dodicesimo o tredicesimo". Argomento chiuso. Tornando al campo: "Soulé si è allenato con noi, sta molto meglio anche se chiaramente è stato fuori tanto tempo. Questa settimana era di nuovo lui. Wesley e Koné sono ancora fermi, anche se la situazione di entrambi è più positiva rispetto alla diagnosi. Rensch ha fatto delle partite molto buone, in altre ha avuto degli improvvisi cali di attenzione. Per domani ci sono due soluzioni, o lui o Tsimikas. C'è anche quella di Angelino che cresce, ma non mi sembra prontissimo per giocare delle partite, ma rispetto a mesi fa ha fatto passi in avanti notevoli". In attacco spazio a Malen, ovviamente, che Gasp terrebbe a Roma a prescindere dalla Champions: "Valutazione economica della società, sul valore non ci sono dubbi". Su Zaragoza Gasperini è altrettanto netto: "Ci aspettavamo indubbiamente tutti di più, anche se a gennaio non è mai facile. Vediamo se potrà darci una mano da qui alla fine".
La risposta sulla Nazionale
Capitolo Italia: "È proprio il sistema calcio in Italia che non funziona. Serve un riassetto per riportare in alto il nostro calcio, i nostri giovani. Abbiamo avuto un passato pazzesco. Il nome dell'allenatore non è importante in questo momento. Vengono fatti i nomi di tutti. Il problema riguarda un riassetto del nostro calcio. Sono sparite tante squadre, non so se è un bene o un male, erano un serbatoio importante. Non credo che all'improvviso non si sappia più giocare a calcio in Italia". Gasperini avrebbe tanto da dire, forse lo farà, adesso il suo pensiero è solo sull'Inter: "La stagione non è finita, siamo dentro a una volata. Fino ad ora sono contento di questa scelta e dell'esperienza. Sono contento per la fiducia che sono riuscito a conquistare con gran parte della tifoseria e soprattutto per il rapporto con la squadra. Con la proprietà c'è un rapporto schietto, io cerco di mettere a disposizione la mia esperienza e il modo di vedere il calcio". Battute finali sul possibile addio di Bruno Conti alla Roma. Visto che non è ufficiale, Gasperini se la cava con una battuta: "Quando lo vedo mi inchino, per me è un idolo come tutti i campioni del 1982".
