Gasperini e le frasi in conferenza stampa: cosa chiede alla Roma e la sua linea sui rinnovi
ROMA - C'è un filo sottile, quasi invisibile, che lega silenzi, mezze frasi e verità appena accennate. Il tema Inter è stato sì toccato nella conferenza di ieri, ma senza mai prendersi davvero la scena. A dominare invece le tante riflessioni sul futuro, sulla squadra e sulle scelte che attendono l’allenatore e il club. Inevitabile. Dopo il silenzio post Lecce - ufficialmente per un abbassamento di voce - Gasperini è tornato a parlare lasciando intravedere le linee di un domani ancora in parte da scrivere, tra ambizioni, riflessioni e una Champions che resta l’obiettivo dichiarato e vitale per le casse del club.
Gasperini e il futuro alla Roma
Il tecnico ha risposto, ha stuzzicato e si è fatto stuzzicare. Ma soprattutto ha mandato messaggi. Chiari, diretti, senza troppi giri di parole. A cominciare dal suo destino: «Per quello che posso dire finora, sono molto contento della scelta fatta e di come si sta sviluppando questa esperienza, anche se in mezzo a difficoltà. Mi auguro di essere io l’allenatore della Roma a luglio, spero che si possa continuare un percorso in cui non debba essere soddisfatto solo io, ma tutte le componenti». Parole che suonano come una richiesta di visione condivisa. Perché il progetto Roma, nella testa di Gasp, ha bisogno di fondamenta solide e soprattutto di una direzione unica. E qui entra in gioco il mercato, terreno sempre scivoloso. Il rapporto con Massara è di quelli franchi ma nemmeno idilliaci. «Con la società ho un rapporto molto schietto, aperto, sincero e condiviso. Cerco di portare le mie idee e la mia esperienza per rispondere a ciò che mi è stato chiesto quando sono arrivato alla Roma. Credo che questa sia una buona squadra: non va smantellata, va migliorata. Forse si poteva fare qualcosa in più già quest’anno, ma se siamo in questa posizione significa che i valori ci sono e che la base è solida».
Tradotto: niente rivoluzioni, ma interventi mirati. E soprattutto un messaggio forte e chiaro: i pezzi pregiati non si devono toccare, o almeno non tutti. Tra fair play finanziario e scadenze pesanti - Dybala, Pellegrini, Celik - la Roma si trova davanti a un bivio delicato.
