© LAPRESSE Roma, i Friedkin preparano cambiamenti drastici sul nucleo della squadra
Il 5-2 incassato contro l’Inter non è solo una sconfitta pesante sul piano del risultato: è un segnale, forte, chiarissimo. Un campanello d’allarme che ha attraversato l’Oceano arrivando dritto negli uffici dei Friedkin, dove la delusione non è stata nascosta, ma accompagnata da una consapevolezza: questa Roma ha bisogno di tempo, lavoro… e soprattutto di una scossa. Perché se da una parte Gasperini ha tenuto la barra dritta e, anche dopo una sconfitta così fragorosa, non ha spento le ambizioni Champions, dall’altra la proprietà americana osserva, analizza, riflette. E trae conclusioni. La più evidente? Così non basta.
Una Roma senza continuità: i Friedkin stanchi di piazzamenti anonimi
La stagione, del resto, era stata etichettata fin dall’inizio come di transizione. Un’etichetta che spesso è un paracadute, ma che oggi suona più come una diagnosi. Sì, qualche segnale positivo si è intravisto. Sì, la squadra ha avuto momenti di brillantezza. Ma la continuità, quella no. E senza continuità non si costruisce nulla, se non l’ennesimo piazzamento anonimo tra il quinto e il sesto posto. Una zona che a Trigoria non vogliono più abitare.
