Pagina 2 | Roma, i Friedkin preparano cambiamenti drastici sul nucleo della squadra

La proprietà dopo il ko contro l'Inter è ulteriormente consapevole che la rosa non è competitiva e che questa è una stagione di transizione prima di modifiche importanti del gruppo

Il 5-2 incassato contro l’Inter non è solo una sconfitta pesante sul piano del risultato: è un segnale, forte, chiarissimo. Un campanello d’allarme che ha attraversato l’Oceano arrivando dritto negli uffici dei Friedkin, dove la delusione non è stata nascosta, ma accompagnata da una consapevolezza: questa Roma ha bisogno di tempo, lavoro… e soprattutto di una scossa. Perché se da una parte Gasperini ha tenuto la barra dritta e, anche dopo una sconfitta così fragorosa, non ha spento le ambizioni Champions, dall’altra la proprietà americana osserva, analizza, riflette. E trae conclusioni. La più evidente? Così non basta.

Una Roma senza continuità: i Friedkin stanchi di piazzamenti anonimi

La stagione, del resto, era stata etichettata fin dall’inizio come di transizione. Un’etichetta che spesso è un paracadute, ma che oggi suona più come una diagnosi. Sì, qualche segnale positivo si è intravisto. Sì, la squadra ha avuto momenti di brillantezza. Ma la continuità, quella no. E senza continuità non si costruisce nulla, se non l’ennesimo piazzamento anonimo tra il quinto e il sesto posto. Una zona che a Trigoria non vogliono più abitare.


© RIPRODUZIONE RISERVATATutte le news di Roma

La sconfitta contro l'Inter, un segnale emblematico

Il ko contro l’Inter, in questo senso, è stato quasi emblematico: spettacolare, caotico, ma impietoso. Per i Friekdin una fotografia nitida dei limiti attuali della Roma. Difesa fragile, equilibri precari, personalità a intermittenza. Troppo poco per competere davvero con le grandi. Troppo poco per sognare in grande. Ecco perché, dietro le quinte, si parla già di futuro. Non un semplice ritocco, ma una vera e propria rifondazione. Per la proprietà il “nucleo” della squadra è sotto osservazione e sarà modificato: alcuni pilastri potrebbero non essere più così intoccabili. La parola d’ordine è competitività, e per raggiungerla serviranno scelte anche dolorose. Sette partite ancora da giocare, sette tappe per chiudere una stagione sospesa tra speranze e realtà. Poi sarà tempo di bilanci. Il direttore sportivo Massara e Gasperini si siederanno al tavolo con la proprietà per valutare la rosa. Sarà così che nascerà la Roma del domani. Una Roma chiamata a rompere il ciclo, a cambiare pelle, a ritrovare ambizione. Perché il messaggio arrivato da oltre Oceano è chiaro: perdere così si può anche accettare, ma restare fermi no.


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La sconfitta contro l'Inter, un segnale emblematico

Il ko contro l’Inter, in questo senso, è stato quasi emblematico: spettacolare, caotico, ma impietoso. Per i Friekdin una fotografia nitida dei limiti attuali della Roma. Difesa fragile, equilibri precari, personalità a intermittenza. Troppo poco per competere davvero con le grandi. Troppo poco per sognare in grande. Ecco perché, dietro le quinte, si parla già di futuro. Non un semplice ritocco, ma una vera e propria rifondazione. Per la proprietà il “nucleo” della squadra è sotto osservazione e sarà modificato: alcuni pilastri potrebbero non essere più così intoccabili. La parola d’ordine è competitività, e per raggiungerla serviranno scelte anche dolorose. Sette partite ancora da giocare, sette tappe per chiudere una stagione sospesa tra speranze e realtà. Poi sarà tempo di bilanci. Il direttore sportivo Massara e Gasperini si siederanno al tavolo con la proprietà per valutare la rosa. Sarà così che nascerà la Roma del domani. Una Roma chiamata a rompere il ciclo, a cambiare pelle, a ritrovare ambizione. Perché il messaggio arrivato da oltre Oceano è chiaro: perdere così si può anche accettare, ma restare fermi no.


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