Gasperini crede ancora alla Champions della Roma: i Friedkin restano in silenzio e la risposta a Ranieri solo a fine stagione

Ha isolato il gruppo dalle polemiche e dalle tensioni. La Juve è a +5, ma la corsa europea è ancora nel vivo
Giorgio Marota
5 min

Nei nove giorni di lacerazioni e polemiche, successive a quelle parole di Ranieri che il ds Massara ha definito «normale dialettica», Gasperini dev’essersi sentito come il maggiore Reisman in “Quella sporca dozzina”. Il gruppo, sgangherato a causa degli infortuni ed esposto ai venti di Trigoria, si è compattato attorno al suo spirito guida, un allenatore arrivato all’appuntamento con l’Atalanta sull’orlo di una crisi di nervi (le lacrime in conferenza stampa hanno fatto il giro del mondo). Per una volta nella vita, Gasperini ha giocato soprattutto in difesa. Lo ha fatto per il suo bene e per quello della squadra, ancora in corsa per l’Europa nostante il quarto posto della Juve ora sia distante 5 punti.

Il fortino di Gasperini

L’allenatore ha fatto di tutto per evitare di replicare al consigliere della proprietà, che ha esposto con chiarezza i suoi pensieri sul tecnico, sul mercato e sulla gestione dei rapporti interni. Dire che Gasp non abbia gradito toni e momento del duro intervento è un eufemismo. Eppure ha resistito alla tentazione di sfogarsi, ha chiuso la bocca e s’è morso la lingua, trasformandosi in un parafulmini per permettere alla squadra di lavorare con serenità. Per fare tutto questo ha evitato ogni genere di contatto con Ranieri: scambiarsi anche banalmente un saluto a Trigoria avrebbe innescato la miccia. Gian Piero si è chiuso a riccio, mentre il silenzio della proprietà è stato ancora una volta assordante. Cosa pensa il patron? Perché non è intervenuto? Qual è la sua visione del futuro? Al momento non è dato saperlo. Mancini, Cristante, ElSha e Pellegrini, trascinando anche emotivamente i compagni, hanno creato un blocco unico assieme all’allenatore. C’è chi ha giocato anche se parzialmente infortunato, come Pisilli (caviglia sinistra) e Mancini (recupero lampo dalla lesione all’adduttore), chi ce l’ha messa tutta per dare la propria disponibilità ma è stato fermato dai medici, vedi Wesley, e in generale c’è una squadra che non si è arresa al gol di Krstovic e anziché mollare i remi in barca ha navigato controcorrente. Gasperini non ha un carattere docile e ha avuto anche confronti duri coi suoi calciatori; ma tutti gli hanno sempre riconosciuto serietà e sincerità. Così, nel momento in cui la crisi interna si è manifestata, i suoi ragazzi non gli hanno voltato le spalle. Non sono riusciti a battere l’Atalanta, però si sono battuti.

Le scelte per il futuro

Gasp ha inoltre chiamato a raccolta il pubblico senza lasciarsi andare a dichiarazioni ruffiane. Prima della partita ha chiesto «zero alibi» parlando di «rispetto» per la gente che avrebbe riempito l’Olimpico. L’invito della Sud a mettere da parte i dissapori non è stato un modo di schierarsi con Gasp o Ranieri, eppure nelle piazze e sui social parecchi tifosi hanno apprezzato la volontà del primo di focalizzare l’attenzione sul campo. Sir Claudio, richiamando il tecnico alle proprie responsabilità, sostiene di aver espresso il pensiero di Friedkin e il fatto che il presidente non abbia preso provvedimenti, neppure dopo la minaccia più o meno velata di dimissioni da parte del suo uomo di fiducia, lascia presupporre che sia così. C’è da essere certi che Gasp a fine stagione parlerà, togliendosi dei macigni dalle scarpe. «Non mettetemi sullo stesso piano, io non ho ancora risposto», la sua frecciatina. A bocce ferme, tra qualche settimana, ci sarà tempo anche per quello.


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