Aldair, una vita da cinema: "Gasperini? Qualche giocatore è arrivato tardi alla Roma"
ROMA - Capitano prima di cedere la fascia a un ragazzino di nome Totti, leader della difesa e bandiera della Roma. Aldair è diventato un film: il documentario, presentato ieri mattina al cinema Barberini, uscirà nelle sale il 21 maggio. Arrivato dal Benfica nell’estate del 1990, il brasiliano è rimasto per tredici stagioni indimenticabili in giallorosso, attraversando tre presidenze, momenti difficili e altri da sogno, in primis il terzo scudetto della storia della Roma. Pluto ha messo il focus anche sul derby dopo la proiezione della pellicola "Aldair. Cuore giallorosso", diretta da Simone Godano, prodotta da Grøenlandia e Sky Italia e distribuita da Nexo Studios (entrambi saranno presenti in sala per un incontro con il pubblico il 21 maggio all’UCI Luxe Maximo e il 22 maggio all’UCI Cinemas Porta di Roma): "Il derby più bello è stato quello con Mazzone, quando vincemmo per 3-0. L’anno che perdemmo quattro derby di fila è stato brutto, anche se ne ho giocato solamente uno. L’attaccante più forte della Lazio che ho affrontato? Boksic, lui mi faceva girare la testa". Il brasiliano, 60 anni solo sulla carta d'identità, spende solo belle parole per il popolo romanista: "Lo stadio della Roma è sempre pieno ed è l’uomo in più. Non ci possiamo lamentare di questo. I tifosi devono rimanere come sono". Poi il focus si sposta sul presente e sul progetto di Gasperini: "Questa Roma ha un buon allenatore, che si aspettava qualche giocatore che è arrivato un po’ tardi...". Chiaro il riferimento a Malen, sbarcato a Trigoria durante la finestra di mercato di gennaio. Per Aldair le basi sono solide, ma servono altri giocatori capaci di spostare gli equilibri per tentare l’assalto al primo posto: "Penso che la squadra ci sia ed è importante che la società abbia dato la fiducia al tecnico. Anche Capello il primo anno era in difficoltà, poi con due o tre acquisti come Batistuta e Samuel la squadra è migliorata e ha vinto lo scudetto".
Il doloroso addio alla Roma
Impossibile non passare attraverso il dolore del distacco: «È stato un momento triste. Dopo la partita d’addio alla Roma sono andato al Genoa ma non riuscivo più a giocare. L’addio al calcio l’ho dato quando ho lasciato la Roma. Quando ero al top sarei potuto andare via anche io, avevo delle offerte, ma si fanno delle scelte. Totti è stato qua tutta la vita, Cafu è rimasto sette anni. Se vuoi lo puoi fare anche oggi».
Le testimonianze di Totti, Verdone e Zico
Narrato dalla voce di Claudio Amendola, il film raccoglie testimonianze esclusive di grandi protagonisti del calcio e non solo, come Francesco Totti, Carlo Verdone e Zico. Ad arricchire ulteriormente l’opera c’è la colonna sonora firmata da Piotta. Il documentario è un viaggio intimo e poetico tra Italia e Brasile, nei luoghi dove Pluto è nato e cresciuto giocando a piedi scalzi. A guidare il racconto c’è lo scrittore romanista Sandro Bonvissuto. Per il regista Godano "Aldair è un brasiliano atipico: lui, venendo da Bahia, è il fiume, la foresta, il silenzio". Bonvissuto, invece, è andato oltre: "Per me era come un personaggio della grande letteratura brasiliana". L’ex difensore ha vissuto l’esperienza delle riprese a modo suo: "Mi sento più ansioso di vedere il film di quando dovevo giocare la finale del Mondiale. Per me è come entrare in un altro mondo".
