Roma, Gasperini e il retroscena dei contrasti su Malen
C’è una frase che riecheggia senza sosta dentro Trigoria, quasi fosse diventata la colonna sonora della rincorsa romanista: «Ancora una vittoria, ancora una». I giocatori lo ripetono in campo, negli spogliatoi, nei corridoi, persino nelle sale comuni dove ormai il mantra è diventato un credo collettivo. Un’ossessione positiva, feroce, trascinante. Perché l’ultima curva della stagione non concede più margini: novanta minuti che valgono il ritorno in Champions, una rinascita, forse persino un cambio definitivo di dimensione. E mentre dentro il quartier generale giallorosso si respira concentrazione assoluta, fuori monta l’onda dell’entusiasmo. Trigoria vive giornate febbrili, quasi da vigilia europea. Il piazzale Dino Viola si riempie sempre di più di tifosi pronti a immortalare l’uscita dei giocatori. L’adrenalina cresce con il countdown, la speranza si trasforma in convinzione dopo la settimana che ha cambiato tutto: il derby vinto e il clamoroso scivolone interno della Juve hanno riacceso il sogno, spalancando improvvisamente una porta che sembrava socchiusa.
Obiettivo Champions League per la Roma
E in mezzo a questa corsa sfrenata verso Verona c’è soprattutto lui: Donny Malen. L’uomo atteso, invocato, venerato dal popolo romanista. «Donny portaci in Champions, portaci in Champions!». L’urlo di un ragazzo davanti ai cancelli del Fulvio Bernardini fotografa perfettamente il clima che si vive attorno all’attaccante olandese. Maglietta della Roma addosso, cappellino calato sulla testa per ripararsi dal primo sole estivo, voce spezzata dall’emozione. Davanti a lui una Porsche rossa scintillante, con il finestrino abbassato. Dentro c’è Malen, sereno ma tenace. E soprattutto coinvolto tra foto, autografi e determinazione. «Sì, vi ci porto! Andiamo in Champions, forza Roma». Poche parole, sufficienti però a esaltare i presenti. Inevitabile. Perché la Roma ha trovato il suo uomo copertina, il giocatore capace di incendiare una partita con uno scatto, un dribbling, una giocata improvvisa.
Malen carico in vista della trasferta di Verona
Quello che i tifosi vogliono rivedere domani, devastante e decisivo, al Bentegodi, là dove curiosamente era iniziata anche l’era Friedkin il 19 settembre 2020. Un cerchio che adesso potrebbe chiudersi. O forse spalancarne uno completamente nuovo. Da quella gara (un ko a tavolino per errore nella compilazione della lista) sono passati 2073 giorni. Giorni di rivoluzioni, illusioni, crolli e rinascite. Adesso però la Roma intravede davvero la svolta. La Champions significherebbe cambiare prospettiva, accelerare il nuovo progetto, accendere definitivamente il futuro. Ecco perché attorno a Malen si muove un’intera società. Tutti lo proteggono. Tutti lo aspettano.
Trattamento speciale in allenamento per l'olandese
A Trigoria il trattamento è speciale. Nelle partitelle nessuno entra duro su di lui, nessuno rischia il contrasto aggressivo. Prudenza assoluta. Perché dentro il gruppo c’è una convinzione chiara: Donny è l’uomo della Champions. Lo sa la squadra, lo sa lo staff, lo sa perfino il vicepresidente. Ma soprattutto lo sa Gasperini. Il tecnico lo segue quotidianamente, gli parla dopo ogni allenamento, lo osserva con attenzione quasi maniacale, cercando di trasformarlo in una molla pronta a esplodere proprio nella notte più importante. E pensare che appena pochi mesi fa il suo arrivo aveva acceso curiosità e interrogativi. Oggi invece i numeri raccontano un’altra storia. Ventisette milioni complessivi investiti tra prestito e riscatto già scattato, un valore che nel frattempo è praticamente raddoppiato grazie a prestazioni, crescita e impatto devastante sul campionato. E il futuro promette ancora di più: tra una settimana arriverà anche la convocazione dell’Olanda. Champions e Mondiale. Donny vuole tutto. E Roma sogna insieme a lui.
