Roma con il tris d’assi a Verona: le scelte di formazione di Gasperini

Al 'Bentegodi' anche Friedkin Jr e gli indisponibili Pellegrini e N’Dicka
Giorgio Marota
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ROMA - Gasperini ha già superato Liedholm nella classifica dei tecnici più presenti in Serie A. E nel giorno in cui può agganciare il Barone anche per numero di punti (1.037 in caso di successo al Bentegodi), travolto dal senso della storia, ha persino citato “El Paron” Nereo Rocco. A ispirarlo è stata la domanda su Svilar che ha fatto calare il sipario sull’ultima conferenza pre-partita della stagione: «Qualcuno diceva “datemi un centravanti che para e un attaccante che segna e al resto ci penso io”. Ecco, ora li ho tutti e due e si vede». Svilar in porta, Malen in attacco: il principio e la fine, l’alfa e l’omega dell’universo romanista. La formazione Gasperini la fa così: mettendo i punti fermi. E poi aggiungendo gli altri tasselli. A Verona, in qualsiasi caso, mancheranno due perni della squadra: N’Dicka e Wesley, uno fermato da un infortunio e l’altro dalla squalifica. Le assenze pesanti saranno tre considerando pure Pellegrini, che non sarà a disposizione neanche oggi. Lorenzo, come Evan, è salito sul volo che ieri ha portato la squadra a Verona, dove ci sarà anche il vicepresidente Ryan Friedkin. Segnali inequivocabili di compattezza. Anche gli indisponibili vogliono essere lì dove la Roma può ritornare a sentirsi grande. Con loro 1.500 tifosi sugli spalti, ai quali sarà affidato il delicato compito di tifare per tutti gli altri rimasti a casa alla luce del divieto per i residenti di Roma e provincia.

Sfida al Verona, i nodi di Gasperini

Il tecnico ha trascorso la notte della vigilia con un paio di dubbi, da chiarire soltanto stamattina nella consueta riunione tecnica. Il primo è lo stato di forma di Koné. «Non è al 100%», ha ammesso ieri. El Aynaoui può prendere il posto del francese, facendo coppia con Cristante: Gasp ha bisogno di grinta, corsa e dinamismo e non può permettersi di schierare solo per riconoscenza un calciatore ammaccato in una partita così importante. Dopotutto, Koné ha già alzato bandiera bianca al derby della settimana scorsa mentre gli era stato chiesto di provare a stringere i denti. Sulla fascia destra c’è il solito Celik, mentre a sinistra, al posto di Wesley, toccherà a Rensch.

In attacco la soluzione principale è quella dell’attacco fantasia: Soulé da una parte, Dybala dall’altra, Malen davanti. Paulo, con una Champions da 70 milioni tra premi, ricavi, botteghino e sponsor, correrebbe spedito verso il rinnovo. La non estrema brillantezza di Soulé lascia invece aperta una porticina per Pisilli, ma sarebbe una carta più conservativa. Dovrebbe essere infine sciolto il nodo del sostituto di N’Dicka: Mancini tralocherà al centro della difesa, lasciando la parte destra del reparto a Ghilardi, con Hermoso a completare il trio. Al netto dei contrattempi, c’è da aspettarsi la Roma più in forma. Senza compromessi.


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