D'Amico sale nelle quote: perché il nuovo ds della Roma potrebbe essere lui
ROMA - Quelle «visioni comuni», fondamentali per edificare il futuro secondo Gasperini, si costruiscono meglio con un vecchio amico. Ecco perché D’Amico, di nome e di fatto, oggi sembra il candidato principale a ricoprire il ruolo di direttore sportivo della Roma dopo il congedo da Massara. A Trigoria fanno il suo nome da giorni, soprattutto alla luce di una trattativa mai del tutto decollata tra l’uomo mercato in uscita dall’Atalanta e il Milan, la destinazione alla quale sembrava destinato circa due settimane fa. Le voci sono rimaste tali, il futuro in discussione di Furlani ha fatto il resto. Lo stallo è un assist importante per la società giallorossa.
Roma, salgono le quotazioni di D'Amico come nuovo ds
L’attuale ds della Roma, com’è noto, è finito in rotta di collisione con Gasperini e la partenza di Ranieri sembra essere stata la pietra tombale sulle scarse possibilità di coesistenza futura. «Sono sempre più convinto che tecnico e ds debbano essere una cosa sola e sentirsi responsabili insieme della costruzione della squadra», il messaggio dell’allenatore, che la proprietà ha recepito. Dopo la sfida di stasera contro il Verona ci sarà un’accelerata convinta: il primo passo per la costruzione della rosa della prossima stagione sarà proprio la firma di un nuovo diesse. D’Amico a Bergamo ha avuto anche delle discussioni con Gasp, i due però hanno lavorato piuttosto bene insieme centrando traguardi a ripetizione dal 2022-23 in avanti e conquistando l’Europa League del 2024; non a caso, sarebbero contenti di ritrovarsi a Roma.
Gli altri nomi in lizza per sostituire Massara
Friedkin Jr in questi giorni avrebbe avuto già modo di contattare il dirigente, oltre che di completare un giro d’orizzonte che ha coinvolto pure altri profili, tutti specializzati nella scoperta di talenti; come Sogliano, l’architetto del Verona, e Tognozzi, che piace molto alla Juve. La decisione finale spetta soltanto a Ryan. Che assecondando Gasp dovrà far convergere l’esigenza (economica) di investire sui giovani e la necessità di alzare il livello della rosa con dei titolari pronti all’uso. Soprattutto in caso di Champions.
